a cura di Salmon Magazine

Se vi diciamo Valdadige cosa vi viene in mente? A noi le montagne e le valli che ammiriamo dalla macchina mentre andiamo in gita nel ben più noto e cool Trentino, tra Baldo e Lessinia.

Invece, in questo lungo tratto senza caselli tra Affi e Ala-Avio, il più lungo d’Italia senza uscite autostradali, c’è una parte della provincia veronese molto sottovalutata: i locals la chiamano “La Vàl”. È proprio a loro che abbiamo chiesto quali fossero le perle di questo territorio. L’obiettivo? Stampare 10mila copie cartacee di una mappa da distribuire gratuitamente e che aiutasse noi veronesi, ma anche i turisti, a cogliere l’enorme patrimonio che abbiamo sotto il naso. E cominciare a ravvivarlo, generando nuova economia anche per le piccole e tipiche attività locali.

Ne è uscito un ritratto ricchissimo di storia, natura e umanità che ha ispirato quei geniacci di Mezzopieno Studio a realizzare una collezione di gadget dedicati a La Vàl che serviranno a finanziare la mappa Salmon della Valdadige. La campagna di crowdfunding è aperta fino al 18 dicembre.

Facciamo un passo indietro. Di cosa stiamo parlando?

Il progetto è un esperimento pratico di turismo locale e valorizzazione territoriale che parte dalla mappatura di un’area molto sottovalutata della provincia di Verona: la Valdadige, ovvero i comuni di Dolcé e di Brentino Belluno, da Volargne a Mama di sotto. Uno di quei posti che si attraversano ma in cui raramente ci si ferma, ma che in realtà ha molto da dire, tantissimo da scoprire.

Salmon Magazine, in collaborazione con Hermete, cooperativa sociale attiva da oltre 4 anni in valle, l’ha toccato con mano grazie ad una costante attività di ricerca, di perlustrazione e di ascolto della gente che lì vive, lavora, vi è nata o ci è venuta ad abitare. Sono i “locals”, la gente normale, della porta accanto o del negozio di fronte, ad essere interpellati come massimi esperti della zona. Gli chiediamo di segnalarci il panettiere preferito, l’elettricista più economico, il baretto con il caffè migliore o quella con la Gazza gratis, il sentiero dove evadere per qualche ora e il punto panoramico più in voga. Per scoprire che poi, alla fin fine, il posto in cui siamo nati, in cui viviamo, anche se non è a 12 ore di aereo da qua, non è poi in realtà così male. Anche se non si parla lo slang di Hollywood ma si ciacola con una versione un po’ trentina del nostro dialetto veronese, non è vero che non c’è niente da fare. Anzi, ci sarà pure un motivo se a Verona e provincia arrivano milioni di turisti da tutto il mondo tutti gli anni. E anche in Valdadige arrivano o passano migliaia di scalatori, di ciclisti, di escursionisti, di amanti del buon vino etc etc

Ci sono il Santuario di Madonna della Corona, c’è il Vajo dell’Orsa, c’è la fantastica Cicladige, c’è il rafting sull’Adige, c’è l’incredibile Villa del Bene e la storia secolare di Volargne, ci sono i forti di ogni epoca e colore, ci sono le cantine e i loro vini autoctoni (l’Enantio e il Foja Tonda, ad esempio), c’è il Pian di Festa, c’è il Bepi Sartori, l’associazione la Cavallara, il Castelletto, Corteggiando a Brentino, c’è la Peri Fosse con i butei che si lanciano con i Trike, eccetera…ce ne sono!

Mesi di ascolto, in video-chiamata quando non si poteva vedersi di persona e dal vivo quest’estate, durante i quali abbiamo raccolto una miriade di perle preziose che sintetizzeremo in una mappa cartacea che riporterà i racconti fatti dai locals per i locals ma anche per quei curiosi turisti che ancora non sanno, ma presto sapranno. Che si renderà conto dell’enorme potenziale che ha la Valdadige veronese. Un’altra di quelle mappe che in tanti già conoscono e già apprezzano. La prima fuori dai confini urbani. La prima della provincia.

Per produrla, stamparla e distribuirla c’è un gran lavoro dietro. Chi vuole (e può) anche sostenerlo economicamente troverà in cambio, come detto, delle belle sorprese o potrà cogliere l’occasione per fare dei regali natalizi diversi ma intelligenti. Basta andare qua.

Alcuni dei gadget creati per chi sosterrà la raccolta fondi: