Meccanismi non chiarissimi che hanno affaticato presidi e insegnanti, derive che hanno fatto esasperare gli studenti e infuriare i genitori. Meno di una settimana fa il primo sciopero dell’alternanza scuola-lavoro. Criticità e opportunità dello strumento formativo reso obbligatorio nel 2015 saranno analizzate nel convegno di domani all’Ordine degli Ingegneri.

Si impara facendo, questo  il ritornello che ha guidato la riforma delicatissima partorita dalla Buona Scuola nel 2015. Dopo due anni, presenta anche ombre il bilancio del percorso di alternanza, reso obbligatorio per tutti gli studenti nel triennio delle superiori. Meccanismi non chiarissimi che hanno affaticato presidi e insegnanti, derive che hanno fatto esasperare gli studenti e infuriare i genitori.

Meno di una settimana fa il primo sciopero dell’alternanza scuola-lavoro.  Nelle piazze di tutta Italia sventolavano i vessilli degli alunni che stracciavano a parole la riforma. I nodi da sciogliere rimangono principalmente legati alla progettazione e controllo. Intanto il numero delle imprese che attivano i progetti formativi sta crescendo come si legge anche nel Registro dell’alternanza della Camera di commercio veronese. Per incentivare l’accoglienza l’ente camerale ha stanziato di recente un bando di 315 mila euro in voucher per le aziende.

Delle opportunità ma anche delle criticità del modello si parlerà domani al convegno dal titolo “Alternanza scuola-lavoro: quali opportunità per le aziende veronesi?”. Il focus, in programma nella sede dell’Ordine degli Ingegneri, è promosso non a caso da Verona Network, una realtà rappresentativa di circa 2000 imprese del tessuto veronese. Al tavolo dei relatori i protagonisti scaligeri del mondo della scuola e di quello dell’imprenditoria.

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