Ammasso stellare denominato "Albero di Natale"

È un ammasso stellare con una forma singolare che, dato il periodo dell’anno in cui è visibile, ci ricorda uno dei nostri tradizionali simboli delle festività natalizie. Ma non è l’unico. Esiste anche un altro ammasso stellare denominato “del Presepe”. Ce ne parla Enrico Bonfante dell’Associazione Scientifico Culturale EmpiricaMente.

 

Ormai Natale è vicino e noi siamo immersi già da tempo in quello che viene definito “clima natalizio”: alberi addobbati, presepi, luminarie, decorazioni di ogni tipo. Non manca niente per festeggiare la nascita del Salvatore. Ma se guardassimo all’insù scopriremmo che anche il cielo ci riserva delle sorprese.

Chi l’avrebbe mai immaginato che anche nell’universo esiste un albero di Natale? «Si tratta di NGC 2264, – precisa Bonfante – un ammasso stellare immerso in una zona nebulare H II nella costellazione dell’Unicorno conosciuto come “Albero di Natale” per la sua forma a triangolo con una luminosa stella di base che ne definisce il tronco. Sulla sommità troviamo una zona più densa di gas, conosciuta come Nebulosa Cono per la sua forma». Nonostante questi elementi curiosi anche il colore aiuta nell’associazione. «Il rosso è dato dalla presenza di idrogeno mentre l’intera area è il luogo dove nascono le stelle». Ma quanto dista da noi? «Innanzitutto bisogna dire che non si vede a occhio nudo e non è facile neanche con un telescopio. Questo ammasso stellare si trova a duemilasettecento anni luce di distanza da noi quindi vuol dire che lo vediamo com’era duemilasettecento anni fa». Nel frattempo cosa potrebbe essere accaduto? «Potrebbe essere che si siano formati dei pianeti. Ad esempio, nella vicina nebulosa di Orione il telescopio spaziale Hubble ha visto che si sono formate delle stelle che hanno ancora un disco attorno (chiamato proto planetario) composto da polveri. È un sistema solare in formazione. In questo ammasso stellare non sappiamo cosa ci sia dietro alla nebulosa ma sappiamo che sulla sommità del cono c’è una stella che è nata». Quindi nulla potrebbe escludere la formazione di pianeti o di sistemi solari. Ma non siamo ancora in grado di dirlo con certezza. Per ora ci sono solo ipotesi.

Ammasso del Presepe

Un’altra particolare conformazione celeste è data dall’ammasso alveare “del Presepe” (nome scientifico M44) che si trova nella costellazione del Cancro. È uno dei più vicini al sistema solare ed è visibile anche ad occhio nudo. Una curiosità: è il primo oggetto osservato da Galileo con il suo cannocchiale. La sua presenza è infatti nota fin dall’antichità tanto da chiamarlo Ammasso del Presepe (che in latino significa mangiatoia) proprio perché rievocava una mangiatoia da cui mangiano due asini rappresentati dalle due stelle più luminose.

Chi fosse interessato a saperne di più sull’astronomia può seguire l’associazione Empiricamente nei suoi appuntamenti osservativi (il prossimo è il 19 gennaio) o culturali scientifici con esperti del settore. L’11 febbraio è prevista una diretta web in occasione della Giornata mondiale per le donne e le ragazze nella scienza. Sito internet: www.empiricamente.eu, oppure pagina Facebook.