Torniamo a parlare di meteo e di montagna, ma questa volta facciamo il punto sulla situazione dell’inverno che, ahinoi, sta per volgere al termine. Tra poco più di un mese sarà la volta della primavera e dato che le festività di Pasqua arriveranno quest’anno piuttosto in ritardo, non è da escludere che la stagione invernale sarà pressochè impossibilitata a tenere botta fino a fino al 25 aprile.

Febbraio si è aperto sotto i migliori auspici, il tempo è bello, si sta bene, le attrattive turistiche funzionano. La vallata si prepara al Carnevale, chi lo porterà in scena come sfilata, che come serate a tema e chi, come al solito, punterà su sci e racchette. Stiamo ovviamente parlando di Malga San Giorgio, che quest’anno non ha certo raccolto i migliori risultati da una stagione metereologicamente bizzarra e instabile, che specie durante le vacanze natalizie ha lasciato poco tempo per godersi la Lessinia.

Anche ieri, sulle piste da discesa del comprensorio lessinico, un discreto afflusso di pubblico, nonostante il giorno fosse lavorativo. «Abbiamo approfittato della giornata e abbiamo preso un giorno di ferie» racconta un gruppetto di sciatori «se non sfruttiamo queste giornate adesso, ci troveremo a fine mese con il rammarico di essere saliti a San Giorgio solo quando pioveva». Questo è del resto il pensiero comune, il rammarico.

Ma le attività ristorative della zona hanno avuto giornate fortunate, stanno facendo tornare un po’ i conti sulla stagione, e forse un po’ tutti hanno capito che a Malga San Giorgio senza neve, si fa molta fatica. «Il problema qui» commenta una signora «è che non si tratta di una zona di passaggio, bisogna salire appositamente. Ci sono degli impianti nel bellunese o in Trentino, che potenzialmente hanno meno risorse, ma sono su bretelle di passaggio per grandi comprensori, e quindi più visibili».

Ma se il nuovo decennio è partitio un po’ in sordina, con una stagione costellata di alti e bassi, questo farà dell’inverno 2011/2012 una stagione molto probabilmente più positiva, senza dimenticare che tra il dire e il fare c’è di mezzo la primavera, l’estate e l’autunno. Noi tutti che abitiamo in questa valle, crediamo nella Lessinia.

Matteo Bellamoli

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