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Domenica a San Zeno si elegge il Papà Del Gnoco della 488esima edizione. Un breve racconto di quello che è il Carnevale di Verona

Domenica sarà eletto il Papà del Gnoco. Seggi aperti nella chiesa sconsacrata di Santa Maria della Giustizia Vecchia a San Zeno dalle 8 alle 13. Sfida aperta tra Enrico Zecchetto, detto Scintilla e Paolo Fabrello detto el Molon. Ma facciamo un passo indietro. Quali sono le origini del Carnevale di Verona? Bisogna tornare al tardo Medioevo per scoprirne le radici.

Tradizione vuole che il fondatore sia Tommaso Da Vico, un medico che nel cinquecento dichiarò nel suo testamento che ogni anno fossero distribuiti agli abitanti di San Zeno beni essenziali, come pane, burro e farina. Verona viveva un periodo complicato, in seguito ad alcune violente inondazioni del fiume Adige e alle scorrerie dei Lanzichenecchi di Carlo V.

In questo caso fu la fame, provocata dalla carestia ad innescare un’insurrezione. I cittadini, il 18 giugno 1531 si ribellarono ai fornai e si accaparrarono pane e grano. Ed è qui che entra in scena il medico caritatevole Tommaso Da Vico, che diede da mangiare ai sansenati, risolvendo almeno parzialmente la situazione.

Ma questa non è l’unica interpretazione: secondo Gianbattista Da Persico la Festa del Venardì Gnocolàr ha origini ancora più antiche, nel quattrocento. Un venerdì particolare, in cui i cittadini omaggiavano la Repubblica di Venezia allestendo un carro allegorico, detto Carro dell’Abbondanza.

Simbolo più alto del Carnevale veronese è appunto il Papà del Gnoco. Eletto dagli abitanti del quartiere, questa prestigiosa figura cambia di anno in anno; a non variare sono la lunga barba bianca, la grande forchetta dorata in cui è infilzato uno gnocco di patata che stringe in mano. Scintilla o Molon, chi sarà il Papà del Gnoco della 488 esima edizione?