Chiude positivamente il bilancio 2008 del Bacino imbrifero montano Adige: ammontano infatti a 940mila euro i finanziamenti e i contributi a fondo perduto erogati ai 29 comuni consorziati, i quali hanno potuto realizzare progetti per il sociale, la scuola, la cultura, lo sport, la viabilità, il recupero immobili, le manifestazioni e la valorizzazione del territorio.

“Il nostro non è propriamente un ente montano, ma rappresenta per molti dei comuni della provincia veronese sopra i 500 metri di altitudine un’importante fonte di finanziamento, ora che le comunità montane sono state chiuse – afferma Franco Rancan, presidente del Bim Adige, riconfermato nella giunta nazionale della FederBim, la federazione italiana dei bacini imbriferi montani -.

Un contributo il nostro che va in particolare ai piccoli comuni, i cui bilanci sono notoriamente di difficile gestione per l’esiguità delle entrate. A chi contesta la nostra esistenza – sottolinea Rancan – anche alla luce di queste ricadute positive, rispondo che i Bim non dipendono dalla finanziaria e quindi non ricevono denaro dalle tasse degli italiani.

I nostri fondi si devono alla legge 959 del 1953, che impone ai produttori di energia elettrica, con prese d’acqua sopra ai 500 metri, il pagamento di un sovracanone annuo per ogni chilowatt di potenza nominale media, rilevabile dall’atto di concessione”.

Una forma di risarcimento dovuta dai produttori di energia idroelettrica alle popolazioni di montagna per la privazione dell’acqua, che diventa sostegno allo sviluppo economico e sociale della popolazione dei comuni consorziati, investiti da questi in opere di sistemazione montana che non siano di competenza dello Stato.

Ulteriore vantaggio promosso dal consorzio è la decennale sottoscrizione di un accordo con l’ICS, l’Istituto per il credito sportivo che ha portato l’abbattimento di 3 punti e mezzo del tasso d’interesse per i mutui. Dal 1998 i comuni consorziati possono avere finanziamenti per gli impianti sportivi e le pertinenze al tasso dell’1,5%. Finora ad averne fatto richiesta sono state 10 amministrazioni comunali, per le quali il Bim interviene coprendo l’1% degli interessi.

Due le iniziative in corso che caratterizzeranno il 2009: il progetto Ser.p.i.co – Servizi permanenti informativi comunali – e la campagna anemometrica.

“Il progetto Ser.p.i.co darà specie ai piccoli comuni l’opportunità di usufruire delle tecnologie innovative, altrimenti troppo onerose, per effettuare rilevamenti del territorio e raccolta dati secondo un metodo unico che consenta anche una gestione migliore delle risorse – chiarisce il presidente Rancan -.

Il Bim Adige sarà quindi sede del geoportale web, che erogherà servizi informatici sul territorio. Parte del progetto, inoltre, prevede la formazione del personale e di aggiornamento del software”. Il servizio sarà utilizzabile entro marzo 2009.

Grazie al finanziamento al 50 per cento da parte della Regione Veneto per l’istituzione di impianti per l’energia eolica, il Bim Adige ha promosso l’installazione di 15 stazioni anemometriche in aree del Baldo e della Lessinia. Le torri raccoglieranno dati che poi saranno utilizzati per il calcolo della produzione di energia. “I primi risultati si avranno in primavera: se almeno la metà degli impianti darà indici positivi allora potremo stabilire se si potrà procedere con l’insediamento di una centrale eolica – spiega Rancan -. La decisione poi spetterà ai singoli comuni interessati e anche il Bim Adige valuterà se partecipare o meno all’insediamento dell’impianto”.

“Anche in questo aspetto, però, posso dire che il nostro è l’unico ente rimasto a sostenere i comuni della montagna – stigmatizza il presidente -. Dal 1956 a oggi abbiamo riversato sul territorio dei comuni consorziati 30milioni di euro, che non sono a carico dello Stato ma provengono dai privati. E con un costo di gestione limitato al 5,19 per cento per gli organi istituzionali e di decentramento, e dell’8 per cento per il personale e le collaborazioni, mi chiedo se siamo davvero un ente mangiasoldi, come qualcuno si ostina a sostenere. I dati e i fatti affermano il contrario”.

I comuni consorziati nel BIM Adige sono: Verona, Malcesine, Brentino Belluno, Ferrara di Monte Baldo, San Zeno di Montagna, Caprino, Rivoli Veronese, Dolcé, Sant’Anna d’Alfaedo, Fumane, Marano di Valpolicella, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Negrar, Grezzana, Cerro Veronese, Erbezzo, Bosco Chiesa Nuova, Velo Veronese, Roverè Veronese, San Mauro di Saline, Mezzane di Sotto, Cazzano di Tramigna, Tregnago, Badia Calavena, Selva di Progno, Vestenanova, San Giovanni Ilarione, Montecchia di Crosara, Roncà.

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