L’assemblea dei soci del consorzio Bim Adige, convocata lunedì 23 marzo, ha approvato all’unanimità, con solo due voti contrari dei comuni di Verona e di Sant’Anna d’Alfaedo, il bilancio di previsione per l’anno 2009 che stanzia 973.000 euro ai 29 comuni consorziati per attività socioeconomiche, cultura, sport, promozione del territorio, viabilità, illuminazione pubblica, risorse idriche, manifestazioni, interventi socio-assistenziali, recupero immobili, e altre iniziative siano di pubblica utilità.

Ad arricchire i fondi quest’anno contribuisce l’aggiornamento dell’accordo di ripartizione, che dovrebbe avvenire ogni 5 anni: scaduto il 31 dicembre 2007, si è dovuto procedere ad una mediazione faticosa con i consorzi delle province di Trento e Bolzano, che si è conclusa con la definizione dell’aggiornamento a 50.000 euro l’anno.

Una cifra che godrà inoltre di almeno due indicizzazioni biennali, che porteranno il bilancio previsionale 2009 a toccare il milione di euro.

L’assemblea dei soci ha anche approvato il bilancio consuntivo del 2008, che ammonta a 1.315.000 euro, e la relativa applicazione dell’avanzo, che verrà destinato sempre ai capitoli previsti dallo statuto, in base agli ambiti per i quali ci sia una maggiore richiesta.

A chi ha sollevato obiezioni riguardo i costi di gestione, in particolare il nuovo rappresentante eletto dal comune di Verona, Giovanni Settineri, e il consigliere di Sant’Anna d’Alfaedo Marcello Fasani, il presidente del Bima, Franco Rancan risponde che “il 28,52 per cento riguarda tutte le spese di gestione, comprende l’investimento per il progetto Serpico e gli impianti anemometrici, i costi per il personale, che ammontano all’8,29 per cento, perché un dipendente è attualmente in mobilità presso l’Ispettorato dell’agricoltura”.

“Inoltre, la voce degli organi istituzionali ha subito un aumento dell’1 per cento, passando dal 5,19 al 6,20 per l’incidenza delle tassazioni; alle spese di gestione appartengono anche le voci per il revisore dei conti, e le emissioni e i rimborsi dei datori di lavoro”.
Costi di manutenzione e di funzionamento dell’ufficio, il materiale di cancelleria e le attrezzature, le assicurazioni, la compartecipazione alla copertura del tasso di interessi concordato con l’Istituto per il credito sportivo, le quote associative ad altri enti, costituiscono altri punti della voce “spese di gestione”.
Le spese per consulenze legali, che ammontano a 29mila euro, sono in gran parte dovute alla richiesta di pareri o alla gestione di contenziosi nei confronti dei concessionari idroelettrici.

“L’assemblea ha accolto la mozione del comune di Verona per fare una verifica delle voci di spesa e per un’eventuale diminuzione dei costi di gestione, laddove possibile – spiega il presidente Rancan -. Ritengo però che sia scorretto confondere questa voce, che ribadisco riguarda il 28,52 per cento, con il costo di gestione degli organi istituzionali: questi si confermano contenuti al 6,20 per cento e il personale è ridotto all’8,29 per cento, indici che non parlano di ente sprecone”.

“Inoltre, oggi il consorzio Bim svolge un ruolo fondamentale per la collettività – conclude Rancan – , anche grazie alla sburocratizzazione che abbiamo apportato delle procedure di assegnazione dei finanziamenti. Tengo a sottolineare che lo statuto prevede che a richiedere fondi non siano soltanto i Comuni, ma anche le associazioni, persone giuridiche pubbliche e private, nonché persone fisiche, sempre che il fine sia di interesse pubblico per le comunità dei comuni consorziati”.

Ufficio stampa Consorzio Bim Adige
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