bertucco

Il Capogruppo di Sinistra in Comune e Verona in Comune non usa mezze misure per definire la rinuncia alla carica in Consiglio di alcuni consiglieri

Sala Gozzi gremita ieri per il primo Consiglio Comunale dell’era Sboarina presieduto, in quanto consigliere anziano, dall’ex primo cittadino Flavio Tosi.

All’ordine del giorno, oltre al giuramento di Federico Sboarina, anche l’elezione del presidente del consiglio comunale, incarico andato come da previsioni delle vigilia a Ciro Maschio di Fratelli d’Italia, e la surroga dei consiglieri che si sono dimessi per incompatibilità o per lasciare il posto ad altri.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che il consigliere di minoranza Michele Bertucco, Capogruppo sinistra in Comune – Verona in Comune, ha attaccato duramente i colleghi che hanno rinunciato al posto in consiglio in attesa di ricevere nuovi incarichi, “magari nelle partecipate”, o di mantenere quelli acquisiti in precedenza.

Le surroghe hanno interessato Massimo Mariotti di Fratelli d’Italia, al quale è subentrato proprio il consigliere Ciro Maschio; Michele Croce, Verona Pulita, sostituito dal consigliere Adriano Croce, lo zio; Enrico Corsi, Lega Nord, sostituito da Thomas Laperna; Orietta Salemi, PD, che ha lasciato il posto a Stefano Vallani e Bruno Tacchella, della lista civica del sindaco, al quale è subentrata Paola Bressan.

Bertucco sottolinea il fatto che una persona che si prende un impegno elettorale lo dovrebbe rispettare fino in fondo, per rispetto degli elettori. Il ritiro, come lo ha definito lui stesso, “è una presa in giro per i cittadini”.

Tensione alla fine della seduta tra Tosi e Sboarina per la nomina dei vicepresidenti del consiglio Paolo Rossi (di Battiti) e Alessandro Gennari, Movimento 5 stelle (quest’ultimo appoggiato dai voti della Lega). Votazione concordata che ha di fatto escluso l’ex sindaco e il PD da un ruolo comunque importante come quello della vicepresidenza del consiglio comunale.

GUARDA IL SERVIZIO DI TV7 VERONA NETWORK