Puntare sui giovani, la formazione e un nuovo rapporto con le scuole, l’innovazione tecnologica, la solidarietà sociale e imprenditoriale, l’aggregazione di uomini e idee, l’industria 4.0. Questi alcuni punti chiave emersi nella mattinata di ieri nel corso della settantesima Assemblea di Confartigianato Verona al Palazzo della Gran Guardia, a Verona.

di Matteo Scolari

Un appuntamento importante e giustamente celebrativo per la principale associazione artigiana della provincia scaligera che si è presentata con il vestito delle occasioni per festeggiare assieme ai soci e alle altre istituzioni della città, presenti ieri in gran numero, il proprio settantesimo anniversario dalla fondazione.

Un’occasione anche per premiare alcune attività “senior” con maggiori anni di iscrizione e alcune imprese junior neoiscritte per un simbolico passaggio di testimone dal passato al futuro. Anche il sindaco di Verona Flavio Tosi ha voluto consegnare un riconoscimento a nome della città, “per l’instancabile lavoro svolto al servizio dell’artigianato scaligero”.

“Eccoli qui, i 16 Giovani sopravvissuti alla guerra! Veronesi! Artigiani! Fondatori! Furono loro che il 19 marzo 1946 si ritrovarono davanti al notaio, per controfirmare il foglio dattiloscritto dell’atto costitutivo dell’Unione Provinciale Artigiani, che oggi compie settant’anni”. Con queste parole ha esordito – mentre sullo schermo sfilavano i nomi degli uomini che, subito dopo la Liberazione, diedero vita al sodalizio artigiano – nel suo saluto introduttivo, il Presidente Andrea Bissoli, presentando i contenuti di un evento che, come dicevamo, ha vissuto un ricco programma di momenti celebrativi e di riflessione.

Ospite d’onore il Presidente nazionale di Confartigianato Imprese, Giorgio Merletti, che proprio qui a Verona ha fatto una delle sue prime uscite pubbliche dopo la riconferma alla presidenza della principale Confederazione artigiana a livello nazionale. Al suo fianco il neo-eletto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Agostino Bonomo, e Natascia Troli, Presidente di Confartigianato Ascoli Piceno e Fermo, “che abbiamo voluto tra noi – ha spiegato Bissoli ­- a seguito dei contatti avviati all’indomani del sisma che ha colpito l’Italia centrale”.

In platea gli onorevoli Alberto Giorgetti, Alessia Rotta, il senatore Paolo Tosato, l’Assessore regionale Elena Donazzan e i consiglieri Massimo Giorgetti e Alessandro Montagnoli.

Presenti anche l’Assessore comunale Alberto Bozza, il presidente dell’Aeroporto Catullo e di Confcommercio Paolo Arena, Claudio Valente di Coldiretti, Paolo Ferrarese di Confagricoltura, Cesare Veneri segretario generale della Camera di Commercio, Davide Cecchinato di Adisconsum, Silvano Meneguzzo presidente di Confesercenti Verona, Fabio Venturi presidente di AGSM Verona, rappresentati delle Forze dell’ordine, delle istituzioni locali, civili e associative del territorio.

Presidente Bissoli, oggi è una giornata speciale, quali sono le sue emozioni?

Siamo orgogliosi di essere artigiani, ma soprattutto di essere confartigiani. In queste settimane mi sono riletto la storia della nostra associazione: proprio in quel 1946, anno di nascita di Confartigianato, la volontà dei 16 soci fondatori era quella di ricostruire un Paese sotto le macerie e di dare un messaggio positivo ai lavoratori che con fatica stavano mettendo di nuovo insieme i cocci. Questo è il messaggio che vorremmo far passare oggi, un messaggio positivo per i nostri artigiani che in questi anni di crisi hanno pagato lo scotto probabilmente più di altri, tuttavia non dobbiamo cadere nello sconforto o nel pessimismo.

Oltre all’ottimismo e alla speranza, ci sono basi concrete sulle quali sperare per una ripresa?

La situazione generale, questo lo sappiamo, non è del tutto rosea, tuttavia ci sono ancora aree di intervento, in gran parte inespresse, sulle quali abbiamo un grande potenziale di sviluppo e sulle quali si può lavorare con rinnovato entusiasmo, questo grazie anche alle nuove tecnologie abbinate al nostro innato e prezioso “saper fare”. Se il Governo lo capisce, e lo sta capendo, potremmo dare nuovo impulso all’economia partendo dal basso.

Perché dice che il Governo lo sta capendo?

Nella nuova legge di stabilità 2017, sono state accolte alcune istanze proposte proprio da Confartigianto per abbassare la pressione fiscale alle aziende e questa è una nota sicuramente positiva. Se a questo aggiungiamo i dati postivi che arrivano dall’export e a una sempre maggiore richiesta di made in Italy di qualità, potremmo far fronte seriamente alla criticità dei consumi interni che rimangono ancora un tallone d’Achille.

Crisi di Governo, ribaltoni e nuovi scenari a Palazzo Chigi: preoccupato?

Ne più ne meno di altri giorni. Le beghe di palazzo le lasciamo ad altri. Noi artigiani siamo abituati ad andare avanti a testa bassa, lavorando per il bene di questo Paese.