Andrea Tomiozzo BTC Association

Sono passati dieci anni dall’ideazione della tecnologia dei Bitcoin. Dopo periodi di grande diffusione, nelle ultime settimane si torna a parlare di instabilità e crolli nelle quotazioni. C’è chi teme i rischi di bolle speculative. Blockchain, Bitcoin e le altre criptovalute sono però tecnologie ormai alla portata di tutti e molti professionisti credono nella loro utilità. Secondo Andrea Tomiozzo, presidente di BTC Association, “Questa tecnologia è un cambio di passo per il nuovo millennio”.

Andrea Tomiozzo è presidente di “BTC Association – Blockchain Technology Cryptocurrency”, un’associazione nata nel 2018 mettendo insieme persone da tutta Italia con esperienza e competenze nel settore della blockchain e delle criptovalute. L’obiettivo è di ampliare e divulgare la conoscenza di queste tecnologie e creare un dialogo con altri enti e società in modo più efficace rispetto al lavoro dei singoli. “Stiamo avendo diverse soddisfazioni, sia come numero e qualità di associati, sia per i rapporti che stiamo instaurando” afferma Tomiozzo.

“Blockchain è una tecnologia basata su registri distribuiti, accessibili a tutti” spiega Tomiozzo. La potenza di calcolo diffusa e la condivisione delle informazioni rappresentano quindi la garanzia dell’immutabilità delle transazioni e di ciò che rappresentano. “Il costo che un malintenzionato dovrebbe sostenere per modificare una transazione, sarebbe talmente alto da essere ingiustificato”. Un’altra rappresentazione di questa tecnologia sono le criptovalute, come il Bitcoin, che è una delle oltre duemila monete crittografiche oggi esistenti.

Un tema caldo, ma da trattare con le dovute conoscenze. “Raccomando sempre di studiare l’argomento, procurarsi qualche libro e capire bene di cosa stiamo parlando” sottolinea Tomiozzo. “Dopo essersi informati, ci si procura un wallet, ovvero un contenitore di criptocurrency, che può essere poi utilizzato anche nei normali esercizi commerciali. Esistono app che segnalano città per città quali negozi accettano Bitcoin o altre valute. A Verona abbiamo alcune decine di esercizi commerciali che le accettano, da aziende agricole a studi di ingegneria, dagli hotel ai negozi di abbigliamento. Se però ci spostiamo qualche chilometro a nord, a Rovereto, ci sono oltre cento aziende che utilizzano Bitcoin, alcune anche per pagare parte degli stipendi ai dipendenti o anche i fornitori”. La community veronese ha già oltre 600 iscritti e si tiene in aggiornamento con un gruppo Telegram.

Siamo agli inizi della diffusione di questa nuova modalità di scambiare beni e servizi. “Oggi non è dato sapere dove arriveremo. Le potenzialità sono però molto interessanti” afferma Andrea Tomiozzo.

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