Da mille a 17 mila dollari nell’ultimo anno. L’incredibile oscillazione di valore della criptovaluta sta facendo ricredere anche gli scettici. Non mancano gli esercizi commerciali, anche veronesi, che hanno iniziato ad accettare questo particolare tipo di pagamento.

Piace perché può essere scambiata senza intermediari, la transazione avviene in maniera diretta tra persone o su piattaforme ma tutto è mappato dalla tecnologia Blockchain. Che in parole povere sarebbe un database distribuito, gratuito, accessibile e open source che garantisce la non duplicabilità. Insomma in una galassia di copia in colla, esiste un bene digitale non clonabile e non soggetto al controllo di banche o dello Stato. Non è di metallo, non è di carta, ma è piuttosto un agglomerato di algoritmi complicati.

Nel 2012 un Bitcoin costava 5 dollari, a gennaio di quest’anno 1000, e negli ultimi mesi si è arrivati a 17mila. Numeri che fanno gola. Non mancano gli esercizi commerciali, anche veronesi, che hanno iniziato ad accettare questo particolare tipo di pagamento. Non è tutto oro quel che luccica secondo alcuni. Gli investimenti sono ad alto rischio. La quantità di moneta virtuale in circolazione non è infinita, il sistema è concepito con un limite. Se oggi sono circa 17 milioni i Bitcoin prodotti, si stima che nel 2140 la massima quantità di 21 milioni sarà raggiunta, lasciando spazio ad una deflazione nel valore.

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