Proseguono in tutto il Paese le proteste degli autotrasportatori che hanno causato non pochi disagi in questi giorni. I presidi sono ancora attivi in Calabria, Emilia Romagna, e Lombardia, anche se non sempre accompagnati da blocchi.

Situazione particolarmente accesa soprattutto nel sud Italia dove l’agitazione degli autotrasportatori ha portato anche a sette arresti. Sull’ A30,cinque camionisti, tutti residenti nel salernitano, sono infatti stati fermati dopo che, a bordo di una Fiat Doblò, avevano tentato di fermare un tir stringendolo verso il lato destro della strada. Altri due manifestanti sono invece stati arrestati a Massafra (Taranto) sulla SS7, per aver malmenato un autotrasportatore che aveva superato, senza fermarsi, il presidio dei camionisti.

La situazione non è molto differente nelle altre zone della Penisola, anche se, rispetto ai giorni scorsi, si registra un ammorbidimento dei blocchi. Già nella serata di ieri, è tornata piuttosto regolare la situazione nel bergamasco,dove in mattinata le manifestazioni avevano fermato numerosi tir.

Intanto, la società Autostrade avverte che al momento sono chiuse per i mezzi pesanti sulla A14 Bologna-Taranto le entrate di Poggio Imperiale, San Severo e Andria. Rimangono invece chiuse a tutti i veicoli sulla A1 Milano- Napoli le entrate di Caserta Sud e di Caserta Centro in direzione di Napoli.

Molti i disagi causati dalle proteste dei bisonti della strada. La Coldiretti ha denunciato che sono ormai saliti oltre i 100 milioni i danni subiti dall’Agroalimentare Made in Italy, a seguito delle mancate consegne dei prodotti deperibili. Cinquantamila tonnellate tra latte, fiori, frutta, verdura, uova e carne che quotidianamente lasciano aziende agricole e stalle, rischiano di essere buttati. Per questo, il presidente della Coldiretti Sergio Marini ha invitato gli imprenditori agricoli a regalare ai pensionati e alle famiglie in difficoltà i prodotti rimasti bloccati nei magazzini. Così domani saranno tre le regioni interessate a questa manifestazione dal titolo significativo “Coraggio Italia!”. Frutta e verdura verranno infatti regalate a Venezia, in Calabria e a Torino.

«Al danno economico immediato va poi aggiunta» ha inoltre sottolineato Marini « la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronto a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come l’Olanda per i fiori o la Spagna per l’ortofrutta».

Ma non è da trascurare nemmeno il reale rischio che a breve supermercati e negozi possano esaurire le ultime scorte. Per non dimenticare poi le speculazioni al consumo sui prezzi che per alcuni ortaggi sono aumentati anche del 40%. Anche i carburanti stanno subendo forti variazioni al rialzo in numerosi impianti,mentre molti distributori sono già chiusi in tutta Italia, con tutte le conseguenze del caso.

Diverso il caso in Veneto, dove gli autotrasportatori avrebbero deciso di sospendere la protesta, ritenendo più opportuno la ricerca di un dialogo e restando dunque in attesa della conversione in legge dei provvedimenti annunciati dal Governo.

Tuttavia, le conseguenze dei blocchi che hanno riguardato la Penisola, sono state avvertite anche nella nostra città. Frutta e verdura iniziano a scarseggiare anche sugli scaffali dei supermercati veronesi. I problemi maggiori hanno riguardato finora l’approvvigionamento di prodotti di stagione provenienti dalla Sicilia, quali gli agrumi, nonché di zucchine, finocchi, carciofi e catalogne. Prodotti provenienti dall’altra zona di produzione, il Lazio, bloccata in questi giorni dalla protesta a Roma. Per questo motivo, si è cercato di risolvere il problema, ricercando altri canali di distribuzione, come quello spagnolo per gli agrumi.

A fronte di una scarsa disponibilità della merce sul mercato, i fruttivendoli di Verona hanno anche dovuto affrontare la lievitazione dei prezzi dei prodotti all’acquisto, e il conseguente aumento per i consumatori.

A Palazzo Chigi sono intanto al lavoro per cercare di sbloccare la situazione.

Jessica Ballarin

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