Foto di Alessandra Salardi

di Valentina Ceriani

Boscàja è un’iniziativa messa in campo da una rete di partner attivi nella cura dei territori in ottica di responsabilità sociale, economia del bene comune e agricoltura sostenibile.

Il progetto si pone come obiettivo la riduzione del degrado ambientale tramite il rimboschimento delle aree agricole marginali della pianura veronese. Al centro c’è il ruolo degli agricoltori e delle agricoltrici nella salvaguardia di terreni in disuso, nei quali poter ricreare boschi e siepi in modo da assorbire l’anidride carbonica e riflettere la radiazione solare, così da ridurre il riscaldamento della superficie terrestre.

«Abbiamo deciso di aprire questo progetto anche a contadini biologici e convenzionali. L’obiettivo è unire aziende commerciali che hanno la possibilità economica di sostenere questo progetto con aziende agricole che hanno terreni in disuso», racconta Stefano Cestaro, responsabile social del progetto.

In questi primi mesi di avvio dell’iniziativa, quattro diverse realtà agricole hanno messo a disposizione complessivamente 17 ettari per iniziare questa pratica di rimboschimento, presenti a Isola della Scala, Minerbe, San Martino Buon Albergo e Verona Sud. La prima area boschiva, a Isola della Scala, è stata dedicata alla memoria di Giorgio Zanotto, grazie ad un sostegno finanziario della fondazione omonima.

«Tanti enti ci stanno invitando a partecipare a degli eventi per presentare il nostro progetto e vedere se c’è la possibilità di trovare altri finanziatori. Questo significa che l’iniziativa sta piacendo e le persone si stanno sensibilizzando sul tema», prosegue Stefano Cestaro.

Anche Antonio Tesini, presidente della Cooperativa Ca’ Magre, lancia un appello in merito all’urgenza di affrontare questa situazione delicata: «In Pianura Padana non ci sono quasi più fasce boscate e foreste perché si è fatto posto a case, aziende, strade. Se vogliamo fermare i cambiamenti climatici in Italia servono due miliardi di alberi, secondo quanto calcolato dal botanico Stefano Mancuso. Gli effetti dei cambiamenti climatici si vedono ogni giorno e anche in campo è sempre più difficile coltivare. Boscàja crea quindi un ponte tra aziende agricole e il tessuto imprenditoriale, che invitiamo a destinare parte degli utili per questo progetto di riqualificazione ambientale».

Il progetto Boscàja chiede per i primi cinque anni un sostegno di duemila euro all’anno per un ettaro di bosco e per i successivi cinque anni 1.300 euro annuali a ettaro, detraibile fiscalmente. Sono partner del progetto la Cooperativa Agricola Ca’ Magre, Aveprobi, Cogev, Ari – Associazione Rurale Italiana, Rete Mag Nuove Vite Contadine, Ass. Baldofestival, Ass. Terra Viva, con il supporto del Comitato Mag per la Solidarietà Sociale Onlus. Boscàja è presente su Facebook e Instagram.

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