Un trasloco è faticoso per noi ma anche per i nostri animali che, tutto d’un tratto, si trovano catapultati in un nuovo ambiente da scoprire e in cui riadattarsi. Ci sono alcuni accorgimenti da tenere a mente per rendere il cambiamento meno traumatico.

Noi, magari dopo un anno di trattative, abbiamo avuto modo di conoscere la nuova casa e abbiamo iniziato ad ambientarci ma per i nostri animali un trasloco è spesso uno scombussolamento repentino. Il gatto soffre maggiormente lo stress legato al cambiamento d’ambiente; il cane, invece, percepisce di più lo stress del proprietario e riesce ad adattarsi alla nuova abitazione in pochi giorni. Il proprietario deve, in ogni caso, avere molta pazienza perché gli animali domestici sono molto abitudinari e territoriali e si sentono al sicuro con le loro routine quotidiane; dunque, in questa fase, non vanno trascurati.

La nuova casa va conosciuta prima del trasferimento, lasciando all’animale la possibilità di sondare gli spazi per tutto il tempo che desidera, anche con passeggiate nel nuovo quartiere (per i cani). In questa fase, non bisognerebbe comprare nulla di nuovo perché i vecchi giochi e gli oggetti personali contribuiscono a portare sicurezza e tranquillità. Al momento del trasloco è bene ricordarsi di mettere al collo del nostro amico a quattrozampe una targhetta identificativa con il nuovo indirizzo, perché potrebbero scappare dall’agitazione o tornare all’abitazione precedente. Una volta arrivati, permettetegli di decidere in autonomia dove andrà la cuccia e non lasciatelo solo nelle prime settimane.

«In caso di reazioni inusuali ci sono, in aiuto, dei prodotti che trattano lo stress. Per esempio, per il gatto, si possono emanare nella casa nuova e in quella vecchia, attraverso i diffusori artificiali, i feromoni, sostanze riconoscibili dagli animali che li tranquillizzano. Se non fossero sufficienti, vi sono prodotti naturali in polvere da addizionare al cibo, a base di lattocaseina, capaci di diminuire la sensibilità ad altre sostanze endogene a livello cerebrale, che vanno a calmare l’animale. I pappagalli di grossa mole sono estremamente sensibili ai cambiamenti d’ambiente che, spesso, manifestano con l’autodeplumazione. Nei casi più gravi, si può ricorrere ad alcuni specifici psicofarmaci. Non sempre fanno effetto, soprattutto quando si tratta di pappagalli cenerini, amazzoni, cacatuidi e ara gialloblu: i più sensibili», spiega Marco Evangelista, dell’Ambulatorio Strà (Caldiero).

 

I segnali:

Gli animali, nel cercare di adattarsi a nuove situazioni, possono subire degli scompensi con risvolti patologici che possono diventare cronici. Tra i possibili segnali di stress: prurito, urinazione continua, montare senza pausa, disturbi intestinali, forfora, inappetenza, urinazione e defecazioni inappropriate in giro per la casa o fuori dalla lettiera. Tra le azioni inusuali: mordere la pelle, abbaiare con maggior frequenza, montare senza pausa.