Carpooling: nuova app happyways

Happyways, ovvero la condivisione su quattro ruote.

Ore 19.30. Parcheggio del parco. Una macchina ferma al parcheggio. Il suo conducente si sta guardando intorno. Cerca di indovinare quale sia il volto di chi salirà sulla sua macchina. Manca un’ora all’inizio dello spettacolo. Eccolo finalmente! Sì, deve essere lui. E quella a fianco sarà la sua ragazza. «Ciao, piacere». «Piacere». Un sorriso, una stretta di mano e poi tutti in macchina. No, aspetta, si era iscritto un altro ragazzo all’equipaggio. Un «Ciao!» lo fa sobbalzare. Bene, ora ci siamo tutti. Si può partire.

di Giovanna Tondini

MA COSA STA succedendo? Possibile una compagnia di sconosciuti, nella stessa macchina, con in comune solo la passione per il teatro? E perché no?

«Ci vuole un po’ di avventura nel quotidiano, altrimenti la vita è piatta», dice Andrea Biondani, giovane farmacista, originario veneto  ma “nomade per molti anni”, ora abitante a Legnago, amante dei viaggi, e guidato nella vita dalla curiosità. Tanta curiosità! Non necessariamente però dobbiamo buttarci da un ponte con il bungee jumping o fare gare di velocità in macchina per cercare l’avventura, quando non siamo capaci di uscire dalla diffidenza verso l’altro e quindi a fare la cosa più semplice e naturale del mondo: guardarci in faccia.

Preferiamo l’high tech allo human touch, come scrivono alcuni. Per dirla con parole semplici, la vera sfida oggi è la relazione. Negli ultimi tempi sembra che la cultura abbia chiara questa tendenza. Un movimento che va senz’altro controcorrente. Contro cioè la caduta gravitazionale verso l’isolamento dell’individuo.

Se poi all’avventura culturale aggiungiamo l’aspetto ambientale, con la valorizzazione del mobilità sostenibile, abbiamo realizzato il carpooling per gli eventi. Cioè, Happyways.

«Nel 2013 partecipai a un corso sull’Europrogettazione. Per la relazione finale presentai l’idea di creare un calendario di eventi unico e di fornire la possibilità di raggiungerli in maniera sostenibile», ci spiega Biondani. Un’idea nata da un concetto chiaro: viaggia, scopri cose nuove, torna e adattale al tuo ambiente e territorio.

Grazie al sostegno di MAG (Società Mutua per L’Autogestione), Andrea fu messo in contatto con chi era interessato a sviluppare insieme a lui il progetto. In questo modo conobbe Paolo Andrioli di Verona, suo attuale socio.

«Nel 2014 siamo stati selezionati tra i cinque finalisti allo Smart Competition Veneto. Un contest europeo dedicato a idee innovative». È stato proprio alla finale di Bratislava che Andrea ha conosciuto i ragazzi di Evensi di Modena, oggi partner chiave, che fornisce il database eventi a Happyways.

Tornati da Bratislava, Biondani e Andrioli hanno fondato la società, procedendo subito allo sviluppo del portale, il cui avvio è stato però ritardato da una disavventura, sul finire del 2015.

Poi nel 2016 c’è stata una seconda nascita. I due giovani soci hanno rilanciato il progetto con una campagna di crowdfunding su Eppela, che è andata a buon fine. Ciò  ha permesso di terminare il portale,  grazie alla collaborazione con Francesco Sisorio (Picta Agenzia Web), e di renderlo disponibile anche su mobile.

Attualmente in Italia Happyways è una realtà unica. È già attivo su tutta la penisola, con 35.000 eventi su scala nazionale al mese, per un totale di circa 50.0000 eventi all’anno.

«Sono tante già le organizzazioni che hanno richiesto la nostra collaborazione, come la Federazione Italiana Rugby, e su questo piano siamo sempre più in espansione». Per il prossimo anno scolastico «stiamo prendendo contatti con l’università per fornire il servizio anche agli studenti in maniera gratuita».  E già il 18 giugno è in programma il primo Happyways Fest a Legnago.

«Un evento che vorrebbe diventare un format da esportare nel prossimo futuro, con l’idea di mettere insieme blues, intrattenimento musicale, sostenibilità ambientale e le realtà associative del territorio». Insomma, un modo anche questo di creare rete, nel segno della sostenibilità, appunto. Perché, è bene sottolinearlo, «una mente chiusa, che nega quello che non comprende, smarrisce la chiave della creatività» (Salonia, 2001).

Da non confondere…

  • Carsharing >  quando una ditta mette a disposizione veicoli che si possono prendere in affitto.
  • Carpooling > quando il proprietario dell’auto mette a disposizione posti liberi sul proprio mezzo.

Come funziona? Una volta individuato un evento di proprio interesse, si può creare un equipaggio, mettendo a disposizione i posti liberi nella propria auto, oppure aggiungersi a un equipaggio già esistente.

Guarda: www.happyways.it

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