<italic>Grande successo ieri sera a Grezzana per l’inaugurazione della Settimana veronese della Finanza. Ospiti il presidente di Cattolica Paolo Bedoni e l’AD Giovan Battista Mazzucchelli.</italic>

Dopo un triennio di difficoltà, Società Cattolica di Assicurazioni è pronta per ripartire puntando su innovazione e progettualità. È quanto emerso ieri sera, 14 aprile, a Grezzana, nel primo incontro organizzato da Giornale Pantheon per la “<italic>Settimana Veronese della Finanza</italic>”. L’iniziativa – promossa in collaborazione con Innoval, Apindustria Verona, Compagnia delle Opere Veneto, Consorzio marmisti della Valpantena e Finval – gode del patrocinio di Regione Veneto, delle Amministrazioni comunali di Verona e Grezzana, della Comunità Montana della Lessinia.

«Le grandi istituzioni finanziarie scaligere non possono prescindere dal territorio, inteso come insieme di famiglie, imprese, cittadini, associazioni di volontariato» ha premesso il direttore di Pantheon, Matteo Scolari, in apertura di serata. «Al contempo il territorio non può non collaborare con le istituzioni, che portano valore aggiunto alla città. Per questo abbiamo voluto creare un’occasione di dialogo, soprattutto in un momento di difficoltà e crisi economica come quello attuale: per dare risposte e capire insieme cosa si farà da oggi in avanti».

Il primo appuntamento della Settimana Veronese della Finanza, seguito in Sala conferenze Just da circa 200 persone, è stato dedicato a Società Cattolica di Assicurazioni. Realtà radicata, da 114 anni, nel territorio scaligero con 24 mila soci (18 mila dei quali veronesi), 1.518 dipendenti, 1.463 agenti distribuiti in tutta Italia. Un patrimonio di 1.600 milioni di euro, con una raccolta premi di 4 mila 343 milioni di euro (aumentata del 20,3 per cento rispetto al 2008) e un utile per il 2009 di 68 milioni di euro. Risultati la cui importanza è stata sottolineata da Giovan Battista Mazzucchelli, amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, vincitore del MilanoFinanza Insurance awards 2010. «Per il terzo anno, Cattolica prende l’oscar per chiarezza e trasparenza di bilancio. Abbiamo passato un triennio di difficoltà: con una situazione organizzativa difficile, prodotti superati e una scarsa proposizione nel rilanciare la compagnia».

Al fallimento della joint venture con Banca Popolare, ha proseguito Mazzucchelli, «era necessario non perdere tempo e mettere mano a un risanamento, che abbiamo subito messo in atto». Nonostante la crisi economica, «Cattolica è riuscita con successo a coniugare competenze, professionalità, talenti interni con persone che sono venute dall’esterno portando il proprio bagaglio culturale». Questo attraverso la revisione dei sistemi informatici, l’attenzione alla selezione dei rischi, il rafforzamento delle reti delle agenzie, la costituzione di una compagnia dedicata alla previdenza che vende prodotti vita legati alla persona, accordi con le casse di credito cooperativo e la creazione di una compagnia danni che distribuisce prodotti assicurativi tradizionali a partire dall’auto. Strategie che hanno permesso alla Società di ripartire dopo una situazione difficile e diventare una compagnia al vertice del mercato in termini di risultati, con una forte solidità patrimoniale.

«Cattolica va in controtendenza – ha detto Mazzucchelli –: rivedendo la distribuzione sul territorio concentrandosi sulla zona di Verona e razionalizzando gli organici, vuole creare occupazione reclutando 440 venditori ed offrendo nuove opportunità ai giovani».

La fortuna di Cattolica è stata «partire interrogandoci per creare un progetto nuovo» ha precisato Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni. «Un lavoro di rivisitazione profonda, per avere la sicurezza che Cattolica potrà essere ancora protagonista del territorio veronese. Il primo obiettivo è stato quindi portare l’impresa in un territorio di salute, rimanendo cooperativa».

Nel frattempo, tre anni fa, la Società «è diventata anche Fondazione, per portare avanti il ruolo sociale che oggi può giocare un’impresa che è efficiente per lo sviluppo della città». Quale parte integrante del territorio e una condizione eccezionale, «Cattolica può concorrere ad essere, non solo dal punto di vista istituzionale, al fianco delle imprese per il loro sviluppo. Oggi Cattolica può essere un punto di riferimento? Direi di sì. Può arrivare, insieme alle altre istituzioni, a fare uno sforzo progettuale. È un dovere che sente e vuole giocare». L’obiettivo è rendere Società Cattolica di Assicurazioni più presente e partecipe nel sistema economico veronese.

«Vorrei essere con Cattolica protagonista di un progetto e mettere a disposizione risorse che possano concorrere a realizzare sviluppo in termini progettuali, di prodotti e di investimenti. Assieme alla Fondazione, che può occuparsi di formazione, solidarietà ed essere presente dal punto di vista istituzionale e culturale. Dobbiamo metterci attorno a un tavolo. Mettere a disposizione Cattolica per tutto ciò che in termini progettuali vogliamo realizzare».

Momento particolarmente toccante nel finale di serata quando Carlo Veronesi è stato invitato sul tavolo dei relatori a consegnare a Paolo Bedoni e a Giovan Battista Mazzucchelli due copie di Grazie Apollinare, il libro memoriale del padre, Apollinare Veronesi, recentemente scomparso.

Prossimo appuntamento della Settimana finanziaria Veronese, il 21 aprile con i vertici del Banco Popolare. Ospiti Carlo Fratta Pasini, presidente del Consiglio di Sorveglianza del Banco e Pier Francesco Saviotti, Consigliere del Banco Popolare.

Marta Bicego
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