carosello

Fu uno dei programmi televisivi più popolari e longevi della storia della televisione italiana. Oggi il celebre programma rivive nelle pagine di un libro scritto da Marco Melegaro, giornalista veronese, a sessant’anni dalla prima puntata andata in onda nel 1957

Un programma televisivo entrato con i suoi corti e i suoi minispot pubblicitari nell’immaginario e nel costume, di milioni di italiani. Stiamo parlando di Carosello, la trasmissione più popolare e una tra quelle di maggior durata nella storia della televisione italiana.

Espressione di una meglio gioventù di registi, attori, scenografi italiani, basta ricordare alcuni nomi, da Luciano Emmer, Corrado Farina, Ermanno Olmi, Sergio Leone, Carosello ha accompagnato nei suoi vent’anni di programmazione, dal 3 febbraio 1957 al 1 gennaio 1977, l’Italia del boom economico, dei consumi di massa, della crescita della grande distribuzione.

A raccontare quegli anni di grande sviluppo per il Paese ci ha pensato Marco Melegaro, giornalista veronese di SkyTg24 che ha raccolto nel suo libro dal titolo Carosello. Genio e pubblicità all’italiana (Novecento Editore, 2017), definito un atto d’amore, uno spaccato d’Italia che ormai non c’è più.

In vent’anni furono trasmessi 7261 episodi e l’appuntamento immancabile quotidiano dalle 20.50 alle 21.00 veniva interrotto soltanto il Venerdì santo e il 2 novembre. Un successo, come spiega l’autore,  supportato anche dalla diffusione, come strumento di massa, della tv.

Spot televisivi che inizialmente duravano due minuti e 15 secondi, di cui solo i trenta finali, definiti codino, potevano contenere riferimenti diretti a prodotti commerciali, che sono tuttora vivi nei ricordi e nel linguaggio comune di molti italiani.

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