Una vita crudele che gli ha riservato tanto dolore, tanta sofferenza. Prima la perdita di entrambi i genitori, quand’era giovanissimo, poi il suicidio di un fratello maggiore, disabile. Una sorella, unico affetto famigliare che gli era rimasto, alla quale il "Moro" aveva dedicato tutto il suo amore. Pure lei ragazza diversamente abile. Il fato o il destino, come la si vuol pensare, è stato impietoso con Piermario Morosini. Fino alla fine. Fino a scagliarsi, come se non fosse bastato tutto quello che gli era stato riservato sino a ieri, pure su di lui, con la morte sul campo, inseguendo il pallone, la sua grande passione. Eppure quel ragazzo buono, dall’animo gentile e dalla forza d’animo irriducibile, continuava a portare il sorriso sulle labbra. Continuava a credere che la vita si potesse comunque prendere per mano per farne un disegno felice, colorato.
Addio ragazzo coraggioso, esempio di vita, testimone di un impegno e di una forza interiore che lascia senza parole.

Matteo Scolari

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