Un Codice Etico proposto dalla Commissione regionale della cooperazione sociale e approvato dalla Giunta regionale per contrastare le irregolarità del mondo delle cooperative, secondo il disposto  l’art. 4 della legge regionale 32/2018, a tutela di utenti, soci, dipendenti e collaboratori del mondo della cooperazione.

“È uno strumento in più che la Regione Veneto offre alle cooperative di tipo A e di tipo B per qualificare la propria azione e aumentare i livelli di controllo e di trasparenza e di contrasto alla falsa cooperazione. – sottolinea il presidente di Confcooperative Veneto Ugo Campagnaro –  C’è sempre soddisfazione quando viene fatta luce su realtà che usano la cooperazione per delinquere e creano danno alla nostra immagine”.

Sono 313 le cooperative ispezionate in Veneto nel 2017, 102 delle quali associate a Confcooperative, AGCI e Legacoop e 211 non associate e a risultare irregolari sono quasi esclusivamente le non associate. Il dato, da una parte, attesta che ci sono ancora troppe realtà “travestite” da cooperative, che operano senza tenere in considerazione e quindi applicare quelli che della cooperazione sono i principi fondanti, gettando discredito su tutta la categoria, in primis su chi opera correttamente.

Dall’altra appare però chiaro che le irregolarità sono concentrate prevalentemente su soggetti al di fuori delle centrali cooperative, che rivestono un ruolo centrale nella lotta alla falsa cooperazione.

Il Codice Etico quindi ha l’intento di rafforzare i valori di responsabilità sociale, la cultura dell’impresa sociale, il rispetto delle norme e delle politiche aziendali in materia di etica dell’impresa e di correttezza comportamentale. 

Come associazioni non abbiamo strumenti di repressione – prosegue Campagnaro – ma ci controlliamo reciprocamente, nel senso che eventuali comportamento anomali non passano inosservati. Tariffe particolarmente basse devono per forza insospettire e non si può chiudere gli occhi di fronte a certe ingiustizie. Ma va puntualizzato che si tratta di realtà marginali al nostro mondo.”

Lo schema di Codice Etico proposto ripercorre i principi di riferimento della cooperazione sociale (rispetto e valorizzazione della persona, solidarietà, democrazia, trasparenza, legalità, correttezza e responsabilità) e stabilisce norme generali di comportamento etico e sociale cui devono attenersi i destinatari dello stesso nello svolgimento delle proprie attività.

Il Codice Etico dovrà ovviamente essere affiancato sopratutto da un’efficace attività ispettiva e sanzionatoria degli organi preposti, sviluppando il lavoro che svolgono gli osservatori della cooperazione presso gli Ispettorati del lavoro di ogni provincia. Inoltre è necessario aumentare i poteri di controllo della Commissione della cooperazione sociale istituita presso l’Assessorato ai servizi sociali della Regione.