Aggressioni, insulti e a volte anche le botte. Dopo l’episodio del pestaggio di martedì a Bovolone il sindacato torna a chiedere quelle tutele che da tempo gli autisti reclamano

Chiusure e protezioni di vetro al posto di guida e l’attivazione di una centrale operativa per il pronto intervento delle forze dell’ordine.

Queste le due misure che da tempo il sindacato chiede a gran voce per tutelare la sicurezza dei conducenti degli autobus, sempre esposti a violenze, verbali ma anche fisiche purtroppo.

L’ultimo episodio di violenza lo scorso 6 marzo sulla linea Verona – Legnago.

Protagonisti dei ragazzi, stando alle testimonianze di origine straniera, che sarebbero saliti sull’autobus con la ferma intenzione di non pagare il viaggio.

Non ha chiuso un occhio sull’arroganza dei ragazzini, il conducente dell’autobus 144, che li ha esortati a pagare il biglietto o a scendere.

Sono partiti così gli insulti e le minacce dei ragazzi nei confronti dell’uomo alla guida, che è sceso dal mezzo ed è stato picchiato in maniera brutale dai giovani.

Il conducente ora ha il setto nasale rotto. 

“Gli episodi di violenza sono all’ordine del giorno, ormai siamo abituati”, afferma Stefano Ferrari di Fisal – Cisal, che chiede più tutele per le persone che lavorano in questo settore.