Le eccellenze del territorio dovrebbero essere l’orgoglio di chi vi abita. Del resto è proprio con questa filosofia che proponiamo in esclusiva per tutti i lettori di Pantheon.it un’intervista a Daniele Salvagno, patron dell’oleificio Redoro di Grezzana, una della aziende che hanno saputo trasformare una tradizione vecchia di secoli sulle nostre colline come la lavorazione dell’oliva, in un marchio di fabbrica diffuso in tutta Italia, Europa e Stati Uniti.

La recente nomina di Salvagno come presidente del Consorzio di tutela dell’olio extravergine d’oliva DOP del Veneto, dimostra le grandi risorse di un territorio come il nostro.

Signor Salvagno, cosa raffigura il Consorzio di tutela dell’olio Extravergine Veneto DOP?
Produrre dell’eccellente olio d’oliva è un onere considerevole, se poi quest’olio viene certificato con una Denominazione d’Origine Protetta (DOP) l’impegno è ancora maggiore; in questo caso, però, chi produce può fare affidamento sul proprio Consorzio di tutela per le attività di promozione e vigilanza sul prodotto. Il Consorzio, infatti, diffonde la conoscenza e l’uso dell’olio – il Veneto DOP nel nostro caso – tutela la tipicità e, nello stesso tempo, il Consumatore.
Il nostro Consorzio abbraccia una vasta area, che della Valpolicella, nel Veronese, si allunga ai Colli Euganei e Berici fino a raggiungere le dorsali del Grappa; territori di quattro provincie che, grazie all’olio Veneto DOP, sono uniti da una forte tradizione e cultura olivicolo-olearia.

Un olio tanto importante da meritare, oltre che il riconoscimento DOP, addirittura un Consorzio che lo tuteli…
Certo; purtroppo l’olio Veneto Dop non è così conosciuto come meriterebbe. In Veneto abbiamo un’alta produzione di olio di qualità, una vera eccellenza sul territorio. È un olio pregiato perché prodotto da olivi esposti al sole, piantati sulle nostre colline, fino alle zone più impervie e faticose da raggiungere… Tutte queste caratteristiche fanno sì che i valori nutrizionali offerti dal terreno vengano assorbiti dalle piante che sono così in grado di far maturare olive di altissima qualità.
Il 75% della produzione arriva dal territorio Veronese, mentre il restante 25% è distribuita sulla rimanente area coperta dalle colture Veneto Dop, cioè circa 1.100 ha di olivo complessivi, curati da un migliaio di produttori: sono numeri che vanno valorizzati.

Cosa si aspetta il Consorzio Veneto DOP dal futuro e cosa offrirà la sua guida?
Per il futuro mi attendo un forte sostegno dalle istituzioni per investire in visibilità; sinora, l’olio veneto ha pressoché sempre trovato nelle proprie risorse l’unica fonte di finanziamento. L’olio Veneto DOP ha necessità di spingersi oltre i confini regionali
contermini, per allargarsi al territorio nazionale, comunitario, anche oltre la Comunità Europea. La mia guida seguirà le già rigorose procedure di tutela dell’Olio Veneto DOP, ma in agenda, ho la richiesta di collaborazione e sostegno alla Regione Veneto per valorizzare il nostro olio Veneto DOP, per esportarlo in tutto il mondo. E ancora molta attenzione va riservata al produttore d’olio extravergine d’oliva, che è ricchezza e salvaguardia del territorio.

Da dove si comincia a parlare di olio e della sua importanza?
Dai più piccoli, dalle scuole, dalle mense scolastiche; la cultura dell’olio extravergine d’oliva non è ancora sufficientemente diffusa. Da qui la necessità di parlare dell’olio d’oliva perché è patrimonio dell’umanità riconosciuto ufficialmente dall’UNESCO, perché è il principale componente della Dieta Mediterranea e perché è sinonimo di salute e bellezza.

Patrizia Zanetti

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