Non soltanto ausili assistivi. L’ottica del design for all, del “progettare per tutti”, ha contagiato il mondo delle tecnologie. Lo spiega Luca Spaziani nel libro-vademecum che offre una panoramica delle innovazioni digitali al servizio della disabilità.

Vi siete mai soffermati a riflettere sulle possibilità che uno smartphone può offrire? Dallo scattare una fotografia al rispondere alle email, passando dalla ricerca di un’informazione su internet al riprendere una scena da condividere, in tempo reale, sui social network.
Versatilità che, oggi, si declina a vantaggio della disabilità.

Grazie al suo iPhone infatti Luca Spaziani, cieco dalla nascita, ascolta e risponde ai messaggi degli amici o dei colleghi di lavoro; con rapidi tocchi, apre sullo schermo e utilizza varie applicazioni; imposta un itinerario per farsi “guidare” da una parte all’altra della città. Piccole grandi conquiste, soprattutto in termini di autonomia personale, che sono alla portata di tutti e alle quali si aggiungono i benefici dati dagli ausili pensati appositamente per le persone con handicap. E il comune denominatore, tanto nell’uno quanto nell’altro caso, rimane lo stesso: la tecnologia, intesa sì quale strumento per agevolare la quotidianità, ma pure per abbattere le barriere.

L’innovazione tecnologica, premette, «è utile perché mette a disposizione risposte efficaci e in maniera sempre più inclusiva». Considerazione che, a partire dalla sua esperienza personale, gli ha offerto lo spunto per un ragionamento più ampio, messo nero su bianco nella pubblicazione recentemente consegnata alle stampe DigitAbili. L’innovazione tecnologica come opportunità per superare l’handicap (editore Franco Angeli per la collana Neo sulle innovazioni digitali).

«Pur essendo il ruolo delle tecnologie assistive ineliminabile e insostituibile, sia per l’efficacia delle soluzioni che sono in grado di offrire sia per il fatto che molti servizi digitali di uso comune sarebbero inaccessibili senza di esse, la digitalizzazione dei processi, della comunicazione e di numerose attività quotidiane – spiega – mette i disabili nelle condizioni di fare le stesse cose dei normodotati e peraltro in modo sempre meno diverso da loro».

Dall’architettura, insomma, l’ottica del design for all, ovvero del “progettare per tutti”, ha contagiato la tecnologia. E della situazione attuale, guardando alle opportunità future, Luca Spaziani offre una panoramica: un vademecum, facilmente consultabile, che dai fogli stampati e una versione ebook prosegue ad affrontare la questione online su un blog. Anche per rispondere all’esigenza di conoscenza e divulgazione che ha segnato il suo cammino personale e professionale. Originario di Frosinone, ha studiato prima a Reggio Emilia; poi è arrivato a Verona, dove si è sposato e tuttora vive, per completare il percorso di studi in Scienze della Comunicazione e Giornalismo. Si è specializzato nel non profit, quindi in economia frequentando un master, e oggi lavora nel settore assicurativo.

Le ripercussioni positive sulla vita dei disabili offerte dalla tecnologia, sottolinea ancora, «sono tutt’altro che scontate». Hanno anzi importanti ricadute in termini di integrazione ed inclusione sociale. In questa logica, il volume passa in rassegna le principali tecnologie assistive attualmente disponibili sul mercato sia per le diverse tipologie di handicap sia per le differenti età, identificandone i campi di applicazione e soffermandosi su attività di ricerca e buone prassi ormai consolidate. Dai display in grado di tradurre in alfabeto Braille qualsiasi elemento testuale presente sullo schermo di un computer e di alcuni modelli di smartphone e tablet fino ai video-ingranditori ai software dedicati.

La digitalizzazione, in generale, agevola concretamente i portatori di handicap: nel fare la spesa online, nel gestire operazioni in banca, nello spedire una raccomandata senza spostarsi da casa, nell’attraversare un semaforo in sicurezza. «La tecnologia mette a disposizione delle possibilità, ma non è tutto: a essa si aggiungono fattori sociali, culturali e caratteriali – conclude –. Spetta alla determinazione di ognuno capire quale è il migliore uso per sé».

Guarda la presentazione su Youtube di  DigitAbili. L’innovazione tecnologica come opportunità per superare l’handicap