Si è svolto la settimana scorsa presso la sala civica di Stallavena, l’incontro della rassegna CreativaMente con Don Guido Todeschini, direttore e fondatore di Telepace. Un appuntamento molto sentito da tutti i presenti che hanno seguito con attenzione la storia dell’emmittente televisiva e la sua evoluzione nell’arco del tempo.

Abbiamo visto Don Guido appassionato e, giustamente, coinvolto nel raccontare i piccoli passi, da Radiopace a Telepace. L’idea, quella geniale, nasce dalla richiesta di un ragazzino durante un camposcuola a Cerna: “padre sarebbe bello se a casa mia potessero sentire quello che ci raccontiamo in questi nostri incontri! “ – rievoca Don Guido assorto nei ricordi. La riflessione da parte del sacerdote sull’idea geniale, in collaborazione con il segretario del Papa, vede nascere Radiopace e a distanza di un anno e mezzo Telepace.

Si riesce a scorgere la sorpresa di Don Guido nel leggere il titolo – CreativaMente: il miracolo di Telepace – che è stato attribuito all’evento della serata…e la sua sorpresa si tramuta in curiosità: “Perché questo titolo? Come facevate voi a sapere che il Papa Paolo Giovanni II ha definito Telepace un miracolo? E che in funzione di questo ho preso forza per andare avanti con fede? ”.
Ci racconta, infatti, che Telepace è nata per dar voce a chi non ha voce e che costa ogni giorno 16.000 euro – e ci tiene a puntualizzare – “tutti finanziati dalla Provvidenza: ecco il miracolo!”.

Telepace, infatti, non ha nessun tipo di finanziamento, se non quelli caritatevoli e un aiuto costante da parte della Chiesa, che Giovanni Paolo II ha voluto tramandare negli atti al nostro attuale Papa, affinché si continuasse a portar una parola di conforto, un sostegno e compagnia a chi è solo e meno fortunato.
Con enfasi ed entusiasmo, racconta poi, l’episodio che ha portato Telepace dall’analogico al digitale.

Una anziana signora, dice, dopo due anni che lo cercava, riesce a rintracciarlo per proporgli o “quasi imporgli” il passaggio di Telepace dall’analogico al digitale e gli offre la sua disponibilità nel finanziarlo.
Immaginate lo stupore del Don, nell’accogliere la notizia dell’anziana signora e nel rivivere gli episodi del passato … rivedendosi a colloquio con il Papa che, come sempre, lo tranquillizzava con una forte pacca sulla spalla e lo incitava a proseguire perché – sosteneva il Papa – “La Provvidenza, provvede sempre!”.

Elena Cortorillo
<italic>Giornale Pantheon</italic>

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