20160223 Verona Federico Sboarina Foto Angelo Sartori

Il sindaco di Verona ai nostri microfoni parla dei suoi primi due mesi a Palazzo Barbieri. I primi provvedimenti contro il degrado, l’allarme terrorismo, le nomine delle partecipate e la volontà di sviluppare una cultura diffusa nei quartieri anche come arma di sicurezza. Una convinzione: “Discontinuità con il passato”. E due grandi progetti: “Il Central Park ed eventi di caratura mondiale in Arena”.

Due mesi da sindaco, in mezzo poche vacanze – “sto studiando i progetti aperti dalla precedente amministrazione, voglio segnare una discontinuità” dice Federico Sboarina, che abbiamo raggiunto nel suo ufficio a Palazzo Barbieri

I primi provvedimenti contro il degrado e la microcriminalità nei quartieri si ispirano al’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, ma non solo repressione, la sicurezza si ottiene anche brandendo l’arma della cultura: “Se ci sono iniziative, se i quartieri tornano a vivere, la gente esce di casa e per i malintenzionati se ne vanno. D’altro canto ci vuole tolleranza zero”.

C’è poi l’ombra del terrorismo, Verona è in stato d’allerta: “Non dobbiamo chiuderci in casa, ma coniugare sicurezza e libertà” dice Sboarina.

Sboarina poi respinge le accuse dell’opposizione di aver disatteso le promesse di trasparenza e merito nelle nomine: “Ho nominato tutti professionisti, con ottimi curriculum, i candidati dell’opposizione non erano certo migliori, non capisco da cosa nasce questa polemica”

Infine Sboarina indica i suoi due sogni: il central park allo scalo merci, 500mila mq di area verde, e dare a Verona un’immagine internazionale attraverso un miglior utilizzo dell’Arena: “L’Arena merita di più e di meglio, vanno formulate proposte di livello mondiale, voglio che Verona sia conosciuta dappertutto. Il Central Park è un sogno ed un progetto, non è facile e ci vorrà tempo, ma voglio essere ricordato per questa grande area verde”-

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