Domani convocato un tavolo presso la sede di Confindustria Verona. La riapertura delle trattative è una conseguenza timidamente positiva dell’incontro di stamattina in Regione tra i sindacati e l’assessore al Lavoro Donazzan.

Ferroli, ennesima, di certo non ultima puntata. Tornano a casa,  se non felici, almeno con un frammento di speranza in più i duecento lavoratori che oggi sono partiti da San Bonifacio alla volta di Venezia.

Volevano ascoltare il loro destino sempre più infranto dove poteva essere in parte deciso, ovvero alla Regione Veneto. Ha aperto spiragli il confronto stamattina tra sindacati  e assessore al Lavoro Elena Donazzan che si è impegnata a rivitalizzare un dialogo con la direzione aziendale.

In ballo c’è la sorte di quei 400 lavoratori, che verrebbero tagliati dalla procedura di licenziamento collettivo della storica azienda termomeccanica. Verona, Siena, Belluno: delle tre la più martoriata sarà ad ottobre proprio la sede dell’est scaligero dove gli esuberi toccano quota 300.

Un impatto occupazionale in nessun modo addolcito dalla Ferroli, sbottano da mesi i sindacati.  A inizio luglio l’avvio della procedura che ha scatenato Fim-Cisl e Fiom-Cgil . Le sigle avevano chiarito la loro rabbia il 12 luglio con un presidio davanti alla sede di Confindustria Verona.

Invocavano: «un piano industriale con investimenti certi capace di rilanciare l’azienda e l’occupazione, e ammortizzatori sociali conservativi per avviare un serio progetto di risanamento». Il caso si è fatto nazionale dopo la vertenza finita sul tavolo del Mise. Fumata nera però in quella occasione. Oggi in Regione il tutto e per tutto. E qualcosa pare muoversi, visto che l’azienda ha convocato un tavolo per domani nella sede di Confindustria Verona.

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