<italic>Presentata nei giorni scorsi la Finanziaria Valpantena Lessinia, la public company veneta con capitale sociale iniziale di 1 milione di Euro che investirà nelle energie rinnovabili e nella riconversione industriale</italic>

Nella prestigiosa cornice della seicentesca Villa Arvedi a Grezzana (Verona) durante il convegno “<italic>Verona riparte, diamole energia</italic>”, è stata presentata ufficialmente Finval Spa (Finanziaria Valpantena Lessinia), la public company con capitale sociale iniziale di 1 milione di Euro che punterà allo sviluppo sociale ed economico locale attraverso la promozione di progetti innovativi, supportando, al contempo, le aziende nel loro processo di riconversione industriale.

Alla presenza di Francesco Borga, Presidente Veneto Sviluppo Spa, a ribadire l’idea che una public company composta da imprese, da liberi professionisti, da cittadini e da enti pubblici e privati è una valida soluzione per affrontare un periodo di forte crisi economica, sono stati Germano Zanini Presidente di Associazione Innoval, Luca Castagnetti del Comitato Promotore Finval, Giorgio Franceschi Amministratore delegato ISA – Istituto Atesino di Sviluppo Spa, Battista Albertani Presidente Finvalle – Finanziaria di Valle Camonica Spa e Bruno Tosoni Presidente CIS – Compagnia Investimenti Sviluppo, che hanno fatto una foto delle rispettive reti territoriali.

«Finval» ha spiegato Germano Zanini Presidente di Innoval, una associazione che raggruppa una cinquantina 50 imprese di varia grandezza e tipologia produttiva «nasce dalla volontà di contribuire al rilancio del territorio per un futuro di prosperità, benessere e occupazione. La società per azioni (che verrà costituita con atto notarile entro il prossimo 31 luglio) avrà un capitale iniziale di Finval di 1 milione di Euro. Lo statuto prevede che nessun socio, anche attraverso società controllate o collegate, potrà detenere partecipazioni superiori del 10% (100mila Euro), proprio per garantire un accesso diffuso al maggior numero di soci. Per questi la quota minima di sottoscrizione è di 3.000 euro, mentre la massima di 100.000 euro».

Banco di prova di Finval sarà il progetto <italic>Energyland – La Filiera delle Energie Rinnovabili</italic>: un caso concreto di filiera di energia rinnovabile da fonte fotovoltaica (basata sul concetto di consorzio di auto-produzione energetica) che permette di soddisfare il fabbisogno di energia delle famiglie e delle aziende con vantaggi in termini economici e ambientali. Energyland sta suscitando parecchio interesse a livello popolare e a livello istituzionale, tant’è che è stato inserito nella lista dei progetti che faranno parte dell’Italia degli Innovatori all’Expo di Shanghai 2010 e ha ricevuto nei mesi scorsi un contributo pari a circa 350mila Euro dalla Regione Veneto come miglior progetto di filiera.

Nel proseguo del convegno, Giorgio Franceschi Presidente dell’Istituto Atesino di Sviluppo Spa, ha presentato la mission della società trentina: «Favorire lo sviluppo e contribuire alla diffusione e al consolidamento del benessere e alla creazione sostenibile di ricchezza, coinvolgendo investitori e imprenditori del Trentino Alto Adige e di altri territori, creando una efficace rete di relazioni capaci di generare occasioni di investimento con positive ricadute sul territorio».
«Isa» ha spiegato il presidente «è una realtà nata in seguito a una forte depressione economica nel 1929, che ha sostenuto per molti anni gli istituti di credito locali fino ad arrivare a una svolta nel 1995 quando, a seguito di una razionalizzazione delle partecipazioni e un nuovo ciclo di investimenti, ISA (nuovo nome dato nel 1978 alla Società Anonima Finanziaria Trentina – SAFIT), si è trasformata da una realtà con un ruolo specifico limitato a un attore a tutto tondo nel campo degli investimenti. In particolare nei settori immobiliari, dell’energia e delle infrastrutture. Un network che conta circa 45 partecipazioni, regionali ed extraregionale, con un investimento che è passato da 23,37 milioni di Euro nel 1996 a 138,58 milioni di Euro nel 2009.»

Istituita nel settembre del 1933, anche Finvalle (Finanziaria Valle Camonica Spa) aveva come intento dei fondatori quello di «creare uno strumento economico efficace e in grado di aggregare forme imprenditoriali e professionali per dare impulso socio-economico a un’area fortemente depressa e lontana dalle principali vie di comunicazione» come ha evidenziato durante il convegno il Presidente Battista Albertani. Contando oggi su un capitale sociale di oltre 19 milioni 600 mila Euro e grazie a un sistema «a rete», Finvalle ha realizzato investimenti nei settori immobiliare ed energetico. Punto di forza della realtà bresciana è stata, in particolare, l’attenzione nei confronti delle energie rinnovabili che, in quindici anni di impegno, ha portato alla creazione di venti impianti idroelettrici per una produzione media annua di 100 milioni di Kwh. «Non bisogna credere nel successo immediato, ma sapere sempre guardare lontano con fiducia e impegno costante. «Solo così» ha concluso Albertani «si possono ottenere risultati che durano nel tempo. Sono certo che Finval è animata dagli stessi principi e propositi».

Coniugare capitali privati e finanziari per creare nuove opportunità di investimento e business è, dal 1993, alla base della fondazione della Compagnia Investimenti Sviluppo (CIS) di Verona guidata da Bruno Tosoni. Fattore trainante dello sviluppo finanziario, ha spiegato il Presidente, è stato favorire «un sistema territoriale attraverso capitali privati locali che sono stati reinvestiti per favorire lo sviluppo socio economico del territorio a livello locale». Una strategia che ha permesso di raggiungere un capitale sociale di 82,5 milioni di Euro. «Una miscela tra imprenditori, istituzioni bancarie e finanziarie territoriali ci ha consentito di avviare importanti iniziative e di raggiungere risultati interessanti» ha aggiunto Tosoni. Nel settore immobiliare con soluzioni innovative ed ecocompatibili (ad esempio nel nascente edificio Verona Forum) oppure ricercando partecipazioni nella realizzazione di nuove infrastrutture.

Queste esperienze e proposte «meritano un’attenzione particolare per la capacità che hanno avuto di investire nell’intelligenza umana e riscoprire l’imprenditorialità, di trovare una soluzione alla crisi guardando al futuro in un’ottica di cooperazione» ha precisato Francesco Borga, Presidente Veneto Sviluppo Spa. In particolare, investire nell’energia significa «riappropriarsi del diritto-dovere di partecipare alla sussidiarietà assieme allo Stato. Con una partecipazione attiva che va nella direzione di colmare un gap energetico attualmente esistente, che sta diventando il vincolo principale delle nostre aziende». Per fare ciò è necessario «lavorare insieme, unendo capacità ed esperienze. Riscoprire il valore del territorio, perché la ricchezza di un’impresa non è nella povertà altrui, ma dipende dalla ricchezza che è riuscita a distribuire nel territorio». Principi, secondo Borga, che sono alla base di Finval e per questo motivo «ci impegniamo ad analizzare la possibilità di partecipare al progetto».

«È proprio dalle preziose testimonianze che abbiamo ascoltato durante il convegno che vogliamo partire con fiducia ed entusiasmo verso questo nostro nuovo sogno imprenditoriale» ha concluso Luca Castagnetti membro del Comitato Promotore Finval Spa .«La Finanziaria Valpantena Lessinia darà un impulso di forte crescita al nostro territorio che sta soffrendo particolarmente a causa della crisi del settore lapideo. Basti pensare che nell’industria del marmo gli addetti nella sola Valpantena negli ultimi anni sono passati da 1.000 a 750, di cui la metà in cassa integrazione.»

«La nascita di Finval è un segnale chiaro di chi non vuole lasciarsi trascinare dal pessimismo e cerca, invece, di proporre alternative ai momenti di difficoltà che tutti insieme stiamo affrontando. La public company è lo strumento ideale per tutte quelle persone che vogliono contribuire al rilancio del nostro territorio per un futuro di prosperità, benessere e occupazione».

Matteo Scolari
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