Ultimi preparativi per le festività natalizie 2010. Tra acquisti forzati, shopping e cenoni anche il Natale sta per andare in archivio. Ma davvero tra di noi nessuno sta sentendo il vero spirito natalizio? I media cavalcano l’onda degli investimenti economici natalizi focalizzando l’attenzione su luminarie, acquisti e quant’altro ruoti intorno a Via Mazzini e Via Cappello, che mai come in questi giorni (pioggia a parte) sono interessate da un afflusso fuori dal comune.

Anche Valpantena e Lessinia hanno parzialmente adeguato gli standard del Natale moderno, installando le luminarie ma certo con pretese che non sono quelle dell’apparenza ma della tradizione. In effetti, mano a mano che si sale di quota, complici forse i paesaggi fiabeschi, le temperature fredde e, dove è rimasta, anche un po’ di neve, il Natale sembra aver mantenuto la sua dignità, la sua valenza di festività tradizionale prima di tutto. A Ronconi il presepio vivente, a Badia la rassegna di natività, in Borgo Venezia la celebre rappresentazione nativa dei frati del Barana, e poi cioccolate calde, cori e gruppi alpini.

Questo è il Natale che ci piace: quello delle feste in piazza, dei falò per riscaldarsi, degli auguri sinceri senza svassoiate di regali più o meno utili comperati nei centri commerciali. Chi ha potuto celebrare la Santa Notte al Covolo di Camposilvano saprà bene di cosa stiamo parlando, della magia che la Lessinia sa regalare in una notte tanto speciale.

Perchè anche se abitiamo in una valle chiusa, da molti additata come priva di sbocchi sul mondo e tendenzialmente schiava di se stessa, forse abbiamo saputo mantenere vive delle tradizioni importanti che tramandiamo da molto tempo, e senza le quali non potremmo dirci emozionati all’avvicinarsi del Natale, nonostante la pioggia.

Matteo Bellamoli

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