Per quattro giorni il quartiere San Zeno si è animato con eventi musicali, spettacoli, banchetti e per la sua festa, oggi, molti sono rimasti a casa da lavoro. Forse però non tutti sanno chi fu Zeno, perchè diventò santo, o, per esempio, perchè è conosciuto come il “Vescovo moro”

Il Santo Patrono di Verona, Zeno o Zenone, fu l’ottavo vescovo della città scaligera; uomo gioviale e bonario, istruito e saggio; della vita del Santo Patrono di Verona poco è dato sapere; nativo della Mauritania, Zeno, è conosciuto come il “Vescovo Moro” e per averne la conferma basta dare un occhio alla celebre statua di San Zen che ride posta nella Basilica a lui dedicata.

Zeno era solito pescare il pasto nel fiume Adige, e diventò così il protettore dei pescatori; sulla statua si può notare come la mano sinistra sorregga il pastorale, a cui è appeso un amo di pesce.

Fu una persona di grande cultura e il suo episcopato durò circa dieci anni. L’eleganza dello stile delle sue scritture e l’utilizzo di una mescolanza di lingua letteraria e di volgare, fecero si che san Zeno fosse definito il “Cicerone cristiano”.

Ma c’è molto di più; la sua santità deriverebbe infatti dalle azioni miracolose, che avrebbe compiuto anche secoli dopo la sua scomparsa. Come il salvataggio degli abitanti di Verona colpiti dalla piena dell’Adige nell’Alto Medioevo, nel 588, verificatosi durante il matrimonio del re Autari con la principessa Teodolinda. L’Adige quel giorno ruppe gli argini e allagò la città, fermandosi alle porte della Basilica di San Zeno.

Si narra poi che San Zeno  fece una scommessa con il diavolo: giocarono a palla con la punta di una montagna, e una volta vinto, San Zeno avrebbe fatto portare sulle spalle del diavolo, da Roma fino a Verona, un battesimale in porfido. Cimelio rimasto fino ad oggi nella Basilica di San Zeno