«Oggi vengono messe in dubbio le verità più banali che esistono sulla faccia della Terra. Oggi dire che un bambino ha diritto ad avere una mamma ed un papà è diventata una bestemmia, mentre dire che “l’utero è mio e non di quel” e sapete com’é il resto, è politically correct». Sono le parole di Massimo Gandolfini in Piazza Bra, nel corso del terzo e ultimo giorno del Congresso delle Famiglie a Verona. Dopo le imponenti manifestazioni promosse dal movimento Non Una di Meno che hanno portato nel capoluogo oltre 20 mila persona, nella mattinata di oggi gli ultimi interventi e l’acclamazione della Dichiarazione di Verona.

A mezzo giorno è iniziata la Marcia della Famiglia, che ha visto sfilare 10 mila persone – dati delle forze dell’ordine – a cui hanno fatto seguito gli interventi conclusivi e i saluti dell’amministrazione.

Nel suo intervento di fronte alla Gran Guardia, Massimo Gandolfini ha elogiato la competenza dei partecipanti al congresso, biasimando al contempo la stampa per essersi soffermata “su dettagli che non c’entravano nulla con il congresso mondiale della famiglia”.

«Fa davvero male pensare che l’intera stampa o quasi si sia schierata su battute, slogan, offese e parolacce, mentre si è dimenticato di dire che sono state veicolate bestemmie che offendono il sentimento di milioni di italiani»

Il leader dal Family Day ha esortato i presenti all’attivismo e a lottare contro la gravissima “emergenza democratica” le “colonizzazioni ideologiche che vogliono trasformare l’umano” della “dittatura del relativismo”.