Si trova a pochi passi da Ponte Pietra la gelateria che dispensa dolcezza e solidarietà per aiutare nella conquista dell’autonomia quei ragazzi che, appena diventano maggiorenni, devono uscire dalle comunità d’accoglienza o dalle case famiglia. Dall’intuizione di Federico Zullo, originario di Bosco Chiesanuova, è nato il primo franchising sociale in Italia.

 

Fragola, cioccolato e… solidarietà. C’è una gelateria a pochi passi da Ponte Pietra, al civico 10 di via Fontanelle Santo Stefano, dove il gelato è buono per davvero. Vuoi per le materie prime che utilizza, selezionate con cura e amore per l’arte gelatiera. Vuoi per il progetto che è alla base dell’apertura del punto vendita “È buono – Un gelato tanti sorrisi”: aiutare quei ragazzi che hanno inciampato più di altri nel percorso del diventare adulti, accompagnandoli verso la conquista dell’autonomia e l’emancipazione. Coni, coppette e vaschette colorate di morbido gelato sono preparati, insomma, per una buona causa. A spiegarlo è lo stesso ideatore, il trentottenne Federico Zullo, che in questa dolce iniziativa imprenditoriale ha mescolato anche parecchio della sua vicenda personale. Originario di Bosco Chiesanuova, dove ritorna spesso sebbene adesso sia residente a Ravenna, nel 2010 ha fondato a Bologna l’associazione no profit Agevolando che oggi conta sedi in varie città italiane, Verona compresa. L’obiettivo è dare opportunità lavorative a ragazzi con situazioni familiari complicate alle spalle che, raggiunta la maggiore età, sono obbligati a lasciare la comunità d’accoglienza o la casa famiglia, ma non sono ancora pronti per affrontare la vita né possono contare sul supporto della rete familiare. «È la situazione in cui mi sono trovato io», confessa Federico, che aggiunge però di aver individuato nello studio e nel diventare educatore gli ingredienti del proprio riscatto. In realtà, per molti giovani il momento in cui diventano “grandi per legge” è una fase piuttosto delicata: «È come se venissero discriminati due volte: sul piano degli affetti e su quello delle opportunità di accedere al mondo del lavoro. Molte volte non hanno la possibilità di portare a termine il percorso scolastico e formativo, col rischio di essere emarginati».  Per colmare questo vuoto, grazie alla sinergia tra l’associazione Agevolando e la Consulta diocesana di Genova, sono nate la cooperativa sociale “È buono” e una catena di quattro gelaterie: una nel capoluogo ligure, quindi a Bologna e Nervi; dal 1o giugno in riva all’Adige dove l’iniziativa è stata sostenuta dalla Fondazione San Zeno (che ha stanziato 100mila euro) e da un donatore che preferisce rimanere anonimo.

«Si tratta del primo franchising sociale in Italia in cui insegniamo l’arte del produrre gelato in maniera artigianale, con materie prime del commercio equo-solidale, provenienti dall’agricoltura sociale o da terreni confiscati alla mafia. Nei prossimi mesi andremo in Albania per formare un gruppo di donne vittime di violenza che programmano l’apertura di una gelateria», prosegue Federico, che come direttore dei punti vendita si sposta tra Veneto, Liguria ed Emilia Romagna.  Tra banco frigo e vicino laboratorio operano cinque persone, tutte under 32. Due sono soggetti con fragilità che hanno l’opportunità di imparare un mestiere e in futuro potranno scegliere se rimanere nella cooperativa, aprire un punto vendita o gestire un carretto per la vendita di gelato. Già si muovono agilmente tra macchinari e bottega, dispensando cucchiaini di dolcezza e sorrisi. Molto apprezzati dalla clientela sono i gusti alla frutta; quello di colore azzurro che piace tanto ai bimbi è fatto con l’alga spirulina: in pratica è la versione naturale del Puffo, perché senza coloranti. Nella coppetta si può scegliere di mettere pure un omaggio a Verona nelle varietà Ponte Pietra e Bacio di Giulietta. Chi, infine, con la “veronesità” vuole solleticarsi il palato… può assaggiare una pallina al sapore di torta sbrisolona e recioto di Soave.