Adozioni internazionali, sostegno a distanza, progetti di cooperazione. Sono gli ambiti nei quali si muove, da vent’anni, la Nuova associazione di genitori insieme per l’adozione: Onlus che ha a cuore la solidarietà sociale. E la serenità dei bambini.

Adozioni internazionali, sostegno a distanza, progetti di cooperazione. Sono gli ambiti nei quali si muove, da vent’anni, la Nuova associazione di genitori insieme per l’adozione: Onlus che ha a cuore la solidarietà sociale. E la serenità dei bambini.

di Marta Bicego

Mamma e papà si diventa. E ad agevolare il percorso dell’accoglienza, che talvolta arriva ad oltrepassare i confini nazionali, c’è la Onlus Nadia.

Sono trascorsi vent’anni dall’iscrizione nell’Albo regionale del Veneto tra le realtà del volontariato della Nuova associazione di genitori insieme per l’adozione, da cui deriva appunto l’acronimo Nadia; meno di dieci, era infatti il 2000, sono passati dal riconoscimento quale ente autorizzato allo svolgimento delle pratiche di adozione internazionale. E il bilancio risulta essere più che positivo: «In due decenni di attività abbiamo favorito la formazione di circa 1.300 nuclei familiari», sintetizza il presidente Luciano Vanti, arrotondando la cifra per difetto. Numero da cui si sono sviluppate molteplici azioni, in Italia e non solo.

«Ogni bambino ha diritto ad avere una famiglia», sottolinea. A partire da tale principio, spiega, «l’associazione ha iniziato a muovere i primi passi negli anni Novanta per venire incontro alle difficoltà di quei genitori che intraprendevano il cammino dell’adozione internazionale». Un iter che richiede impegno, poiché si protrae da uno a tre anni: è fatto di un prima, a fare i conti con la burocrazia di un luogo lontano; di un dopo, con l’ingresso del minore. E di un durante, in cui i professionisti di Nadia, dal neuropsichiatra infantile allo psicologo psicoterapeuta e al logopedista, tendono la mano per offrire sostegno, assistenza, accompagnamento.

Attenzione che, con il passare del tempo, si è ampliata ad abbracciare tutti i genitori, in generale. Ne sono esempio gli incontri serali incentrati sulla genitorialità che la Onlus ospita nella sua sede, a Villa Buri di San Michele, fino al mese di dicembre. Si parla di affettività nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza, di apprendimento; ovviamente di adozione osservandola però con gli occhi delle mamme, dei papà, dei nonni ma anche dei figli, tenendo conto dei precedenti vissuti che ne hanno segnato la crescita. Al di là dell’etichetta di biologici, affidatari o adottivi: genitori si diventa e le difficoltà da affrontare nella quotidianità sono comuni.

Le famiglie, riconosce Vanti, devono essere sostenute: «Risentono dei cambiamenti della società, che è in continua evoluzione». Di conseguenza, è cambiato il panorama delle adozioni internazionali: «Sono dimezzate rispetto a una decina di anni fa. Una situazione dovuta a varie cause: la congiuntura economica e la perdita di posti di lavoro, innanzitutto, che hanno fatto per esempio desistere alcune coppie che avevano avviato il percorso dell’adozione». E l’Italia, che è sempre stato un Paese accogliente, risente dello stallo in cui versa la Commissione per le adozioni internazionali (Cai), dalla quale si attente un rinnovato corso e un maggiore controllo, premiando gli enti che lavorano bene e vigilando su chi opera senza trasparenza e con poca serietà.

Nel 2016, grazie a Nadia sono arrivati 81 bimbi in Italia da diversi Paesi: Federazione russa, Polonia, Moldavia, Lituania Thailandia, India, Etiopia. Sono 220 le coppie attualmente impegnate in vari step della procedura di adozione. Tuttavia, precisa, «il primo diritto di un minore è crescere laddove è nato». Per questo l’associazione opera sul fronte della cooperazione internazionale e delle adozioni a distanza, con progetti mirati a sostenere la permanenza dei bambini nelle famiglie di origine che vivono situazioni di disagio e difficoltà. «Una piccola goccia, in un mare di bisogni, che però bagna», chiosa. Ed è una diramazione di quell’accoglienza che non conosce confini geografici.

Adozioni internazionali, sostegno a distanza, progetti di cooperazione. Sono gli ambiti nei quali si muove, da vent’anni, la Nuova associazione di genitori insieme per l’adozione: Onlus che ha a cuore la solidarietà sociale. E la serenità dei bambini.

 www.nadiaonlus.it