alessandro-gennari

Il pentastellato Alessandro Gennari spiega così il silenzio mediatico del Movimento 5 Stelle allo scorso ballottaggio.

«Fa parte della nostra filosofia lasciare liberi i nostri elettori. L’importante è che vadano alle urne per rispetto nei confronti delle istituzioni».

Al ballottaggio di domenica scorsa, il grande assente sul piano mediatico è stato il Movimento 5 Stelle. Se da una parte sono stati tirati in ballo i nomi di Michele Croce di Verona Pulita, che ha scelto sposare la causa di Federico Sboarina, e dall’altra il PD per il mancato appoggio formale a Patrizia Bisinella, attorno alla compagine penta stellata veronese, guidata da Alessandro Gennari, è calato improvvisamente il silenzio.

Gennari, il 9,44% e gli oltre 10mila voti ottenuti al primo turno avrebbero fatto gola a molti dei vostri avversari, come mai questo silenzio da parte vostra?

Ho registrato un video in cui dicevo ai tantissimi cittadini veronesi che hanno votato M5S di esercitate il loro diritto e il loro dovere di cittadini. Di andare alle urne e di rispondere secondo coscienza. Questo significa che potevano votare come non votare, andando però al seggio, esercitando un diritto nel rispetto delle istituzioni, del valore della democrazia e del valore del voto, visto che in Italia si vota sempre meno.

Fa parte di una vostra filosofia non dare indicazioni precise?

Il nostro voto è molto “liquido”.  Di prassi non diamo alcuna indicazione di voto lasciando  massima libertà al nostro elettore. Su questo siamo al pari delle liste civiche e siamo l’unica forza nazionale che può fare questo.

Secondo lei come hanno votato i suoi elettori al ballotaggio Bisinella – Sboarina?

Credo che alcuni abbiano votato e altri no. Non posso saperlo e non posso nemmeno sapere cosa. Io so solo che se una persona è del Movimento 5 Stelle voterà secondo coscienza  in modo tale da alzarsi la mattina dopo senza dover recriminarsi nulla a livello personale, a cuor leggero.

Che voto è stato secondo lei quello di domenica?

Un voto che ha premiato l’astensionismo. La disaffezione, si sa, è crescente e le oltre 4000 schede nulle o bianche indicano che questa offerta politica del ballottaggio non è quella che i veronesi volevano. Se pensiamo poi che la percentuale dei non votanti è pari al consenso che aveva ottenuto Flavio Tosi nel 2012, ci rendiamo conto che si tratta di un risultato poco rappresentativo.

Perché ha vinto Sboarina?

Chi è andato a votare ha scelto per una discontinuità nei confronti del decennio tosiano. Un voto un po’ all’americana. Però io non mi sento di appoggiare né una né l’altra fazione, li metto sullo stesso piano. Come opposizione avremo sempre un atteggiamento costruttivo quando si tratterà di migliorare ciò che è nell’interesse dei cittadini; saremo intransigenti quando vedremo che le cose non vanno in quella direzione.