gnocchi di malga

Le montagne della Lessinia offrono da secoli il terreno adatto ad ospitare i pascoli e il bestiame degli allevatori veronesi, grazie alle grandi distese erbose che rendono unico il suo territorio. Risalgono all’Età moderna i primi insediamenti stabili per l’alpeggio estivo, ovvero quei rustici in pietra che offrono ancora oggi riparo a bestiame e allevatori: le malghe. È infatti doveroso partire da qui per raccontare la storia di uno dei prodotti tipici più antichi (e anche più buoni) della tradizione culinaria veronese. Sono un fiore all’occhiello della gastronomia scaligera, che da pochi giorni ha ottenuto con grande orgoglio il riconoscimento ufficiale dalla Regione Veneto come “Prodotto agroalimentare tradizionale”. Stiamo parlando degli Gnocchi della Lessinia.

Il 25 marzo 2022 questo famoso piatto ha ottenuto il suddetto marchio grazie alla proposta presentata a suo tempo dalla Proloco di Sant’Anna d’Alfaedo, promotrice dell’iscrizione degli gnocchi nell’apposito Elenco nazionale. La Presidente Marcella Marconi commenta: «E’ un grande risultato per la città di Verona, che finalmente può vedere riconosciuto uno dei prodotti più famosi legati alla sua terra». La sottoscrizione al registro si ottiene infatti dimostrando che il prodotto viene lavorato secondo le stesse modalità di una volta e seguendo le regole tradizionali, protrattesi nel tempo da almeno 25 anni.

Da oggi quindi, i gustosissimi gnocchi amati dai veronesi hanno anche un nome ben preciso. Sebbene vengano chiamati anche “gnocchi di malga” o “gnocchi sbatùi”, la denominazione ufficiale li riconosce come “Gnocchi della Lessinia”, per ricordare il legame con la loro origine. Un’origine che, come detto all’inizio, proviene dalle usanze dei malghesi (o malgari che dir si voglia) che d’estate salivano sugli alpeggi per condurre al pascolo il bestiame. Gli uomini che salivano in montagna erano soliti a portare con loro i viveri necessari per trascorrere i mesi estivi, tra i quali farina di mais e di grano tenero. La ricetta degli gnocchi deriva dell’usanza di “sbatterli” (come dice il nome) con l’acqua, e di condirli con i prodotti caseari delle mucche dei malghesi, cioè burro e formaggio. 

Questo piatto, fatto di pochissimi e semplici ingredienti, si può mangiare ancora oggi in tutto il territorio della Lessinia. In particolare, si può degustare presso le varie Sagre di paese dei comuni di questo territorio, alla manifestazione “Palio dei Gnochi” nel Comune di Sant’Anna d’Alfaedo e in diversi ristoranti e agriturismi della zona. «Sono oltre  300 i prodotti tradizionali del Veneto che rappresentano tutte le provincie della nostra regione – conclude Marconi -. Oggi anche i nostri famosi gnocchi hanno una loro certificazione ufficiale, che dimostra come la gastronomia sia parte fondamentale della storia di Verona».

La ricetta degli gnocchi di malga

Ingredienti:

(dosi per 4 persone)

  • 500 gr di farina di grano tenero
  • 500 gr di acqua
  • Sale q.b.
  • 150 gr di burro
  • 80 g di formaggio Grana
  • 50 gr di formaggio Monte Veronese

Procedimento:

In un contenitore preferibilmente di legno (in origine la “mastèla”) riporre la farina. Aggiungere lentamente l’acqua riscaldata a 75°C, salata quanto basta, e lavorare l’impasto con un cucchiaio di legno finché sia diventato consistente. Trasferire una piccola quantità dell’impasto ottenuto in un piatto di legno (la “spanaròla”) e con l’aiuto del cucchiaio di legno far cadere nell’acqua di cottura piccoli pezzettini di impasto (gli gnocchi). Far bollire per circa 10 minuti. A cottura ultimata, raccogliere dall’acqua gli gnocchi con una spumarola, adagiarli in un contenitore e aggiungere il formaggio grattugiato. Aggiungere il burro nocciola (sciolto e tostato). Amalgamare il tutto e servire gli gnocchi ancora bollenti.

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