Nasce dalla volontà di un gruppo di giovani veronesi la start up che desidera far incontrare due mondi ritenuti spesso inconciliabili: profit e non profit. Helperon è prima di tutto un’idea. Oggi divenuta innovativa realtà.

Helperon si presenta con un nome che viene da lontano, e anche il linguaggio a cui si affida per raccontarsi attinge spesso all’inglese. Forse perché l’incontro tra il mondo delle imprese e degli enti no profit, altrove, è già un’abitudine ben radicata. A Verona intanto queste due vie, le stesse rappresentate nel logo di questa idea sbocciata tra le mura scaligere, sembrano essere un po’ più vicine.

«Il concetto che sta alla base del progetto è molto semplice – ci spiega Daniele Galante, CEO di Helperon- e nasce da un’esperienza personale che mi ha permesso di osservare da vicino il mondo delle organizzazioni non profit. A questo, ho coniugato poi il mio percorso di studi in Marketing e Pubblicità per cercare di far fronte, concretamente, ad un’analisi: in Italia, il 75% dei consumatori dichiara di essere disposto a donare di più a fronte di una maggiore disponibilità economica e ad una maggiore trasparenza. Allo stesso tempo, il 45% dei consumatori è disposto a pagare di più per prodotti e servizi di aziende socialmente responsabili».

Nasce così Helperon, un significativo esempio di advertising socialmente responsabile in cui a trarre beneficio sono tutte le forze schierate in campo: le imprese, le organizzazioni non profit e i consumatori-donatori. Come a voler dire, ancora una volta, che unire, e unirsi, significa sempre moltiplicare e mai dividere. Esperienze, competenze, e guadagni.

È Michele Signoretto poi, CCO di Helperon, a spiegarci come funziona più nel dettaglio. L’azienda inserisce sul portale dell’applicazione un video pubblicitario di 30 secondi e stabilisce un tetto massimo di visualizzazioni, indicando un budget di donazione: a 10,000 visualizzazioni, corrisponderanno € 10,000. L’utente, precedentemente registrato, potrà visualizzare degli spot geolocalizzati e targetizzati, in base ai propri interessi, e contribuire, attraverso le sue visualizzazioni, a sostenere delle cause di beneficenza a lui vicine. Ognuno di noi può diventare “helper”, in modo completamente gratuito.

Una volta raggiunto il target di visualizzazioni stabilito, l’azienda devolverà l’intero importo raccolto alla non-profit.

In questo modo, al mondo dell’impresa si garantisce una campagna pubblicitaria innovativa e, a parità di costi, efficiente in termini di valorizzazione della “brand reputation”. Di pari passo, le organizzazioni non profit avranno la possibilità di comunicare tramite il portale, e in modo completamente gratuito, i propri progetti, garantendo così anche una maggiore trasparenza che andrà a beneficio del consumatore stesso, l’utente che dona senza spendere, e che in questo innovativo sistema conoscerà direttamente dalla non profit quello che appena 30 secondi del proprio tempo hanno permesso di realizzare.

«Tutto l’importo raccolto viene devoluto all’ente no profit,- conclude Daniele Galante- senza trattenute da parte nostra. Ovviamente, anche per noi c’è un guadagno che deriva unicamente dalla vendita dei pacchetti di visualizzazioni che proponiamo alle imprese e dalla raccolta dei dati degli utenti che potremo poi condividere con le aziende, in vista di future strategie di marketing».

A breve il lancio della versione Beta dell’applicazione (che noi di Pantheon non mancheremo di comunicarvi, ndr): un atteso momento in cui festeggiare un anno ricco di novità e di importanti traguardi raggiunti, possibili grazie all’impegno di un team di giovani appassionati, che è riuscito ad arrivare lontano anche grazie, ma forse soprattutto, al riconosciuto valore dell’errore, come ci confida Daniele, ricordando i primi tempi di un’appena abbozzata Helperon.

Da quell’oramai lontano 2007, questa idea è cresciuta e guarda lontano, a Berlino, dove è volata per farsi più forte dell’esperienza d’oltralpe, e a Graz, dove invece volerà a fine novembre per ritirare il premio European Youth Award 2015, riconosciutole come migliore Startup innovativa per impatto sociale.

E poi ancora più lontano, oltre l’oceano, per raggiungere San Francisco e la valle dove i sogni e le idee, quelle che meritano perché vogliono migliorare quel che abbiamo, diventano realtà.

Per maggiori informazioni qui trovate il loro sito e qui la pagina facebook.