Sta assumendo proporzioni molto più rilevanti di quello che ci si poteva aspettare e comunque più ampie rispetto a quello che gli stessi organizzatori dei concerti dedicati al patriota ceco Jan Palach del prossimo 19 gennaio potevano mai immaginare.

La vicenda rischia di creare qualche imbarazzo a livello diplomatico visto che oggi, sul proprio profilo Twitter, l’ex ministro della Giustizia ceco Jiří Pospíšil ha esternato il proprio dissenso nei confronti dell’iniziativa, comunicando che chiederà spiegazioni direttamente al sindaco di Verona Federico Sboarina.

Al centro della discussione il concerto “nazi-rock” – come lo hanno definito le sigle riunite sotto Assemblea 17 dicembre – del prossimo 19 gennaio, patrocinato da alcune istituzioni veronesi, in particolare dalla Provincia di Verona, e organizzato in occasione dei 50 anni dalla morte dello studente cecoslovacco Jan Palach a Praga.

«E’ stato raccontato come un evento benefico a favore dei veronesi danneggiati dall’alluvione di settembre, una causa “che sarebbe sbagliato etichettare”, è stato detto dai promotori. Si tratta invece, e senza dubbio alcuno, di un raduno di marca fascista durante il quale si esibiranno alcuni gruppi che fanno parte del circuito dell’estrema destra e naziskin: “Topi neri” , “Hobbit” e “Compagnia dell’anello”.  – si legge nella nota diffusa poco fa da Assemblea 17 dicembre – La vicenda e l’appropriazione culturale e politica completamente antistorica della figura di Palach, sostenitore nel suo paese del “socialismo dal volto umano”, è stata “notata” oltre che dai giornali nazionali anche da un sito ceco che ha riportato le dichiarazioni dell’ex ministro della Giustizia Jiří Pospíšil, ora leader del partito di centrodestra TOP 09 ed eurodeputato: Pospíšil ha fatto sapere, anche tramite il suo account Twitter, che chiederà al sindaco di Verona una spiegazione poiché Palach è un simbolo di condanna alle aggressioni in qualsiasi loro forma. L’ex ministro ha inoltre definito inimmaginabile l’eredità di Palach strumentalizzata dai gruppi neo-nazisti».

«Ci uniamo alla richiesta di spiegazione, chiediamo l’immediata cancellazione del concerto e ci chiediamo, da ultimo, come un evento benefico che per sua natura dovrebbe avere la più larga diffusione possibile possa svolgersi invece con posti limitati a disposizione per ottenere i quali è necessario, tra l’altro, comunicare le proprie generalità. – conclude la nota di Assemblea 17 dicembre – Abbiamo la risposta, naturalmente: il concerto non è altro che un pretesto per organizzare eventi neofascisti in una città spesso complice di iniziative di questo tipo».