cinema alcione

Il Cinema Alcione nasceva storicamente alla fine degli anni ‘70 come una Sala della Comunità, uno spazio legato a una dimensione teatrale e cinematografica, in seno ad una comunità, quella di Santa Croce, legata a doppio filo proprio con la Parrocchia, affidata ai Salesiani di Don Bosco.

«Negli anni, questa sala è sta affidata a privati, che in qualche modo l’hanno condotta in modo positivo e pregevole. Recentemente però, in seguito alla pandemia, è nata una sensibilità da parte della Parrocchia di ricondurre questo cinema al significato originale per cui era nato, come Sala della Comunità e l’idea di ritornare ad esserne i proprietari e i gestori» affermano i responsabili della Parrocchia di Santa Croce. «Crediamo importante dialogare con la cultura di oggi attraverso l’arte cinematografica e teatrale, che è propria di un cinema e di un teatro. Vorremmo vedere il cinema come un luogo di incontro e dialogo tra la Parrocchia e il quartiere».

È stato creato quindi un gruppo di volontari, in parte della Parrocchia, in parte appassionati di cinema, perché «l’obiettivo è creare una sorta di laboratorio culturale, dove si incontrino persone differenti ma che abbiano un comune intento di valorizzare la dimensione cinematografica e teatrale che il Covid ha purtroppo rallentato». Chiuso il contratto con i precedenti gestori, infatti, Santa Croce ne è ritornata la proprietaria, impegnandosi poi nello svolgere alcuni lavori che servivano a far tornare il cinema adatto ad accogliere un pubblico, dopo due anni di chiusura.

«Ripartiamo con un ciclo di mini-cineforum, che comincia proprio a marzo con dieci proposte di film d’autore , proponendo anche il cinema del weekend. Ma vorremmo che diventasse anche luogo di cultura, per rassegne teatrali esterne, e cercheremo di sviluppare, in collaborazione con l’Acec – Associazione Cattolica Esercenti Cinema – anche un nostro filone che avrà a che fare con il trinomio Fede, Cultura ed Educazione. Essendo noi Salesiani di Don Bosco, vorremmo infatti creare eventi, conferenze, film che possano sviluppare in modo rinnovato questo filone».

Un’opportunità di far tornare all’origine un’esperienza, quella del Sala della Comunità, che ha al suo centro un intento culturale, di educazione delle nuove generazioni che crescono all’interno della Parrocchia, soprattutto dopo il periodo di smarrimento dovuto alle restrizioni della pandemia. «I temi varieranno annualmente, con una serie di iniziative proposte, che sviluppino il cinema come luogo di riflessione, perché crediamo che sviluppare il filone della fiducia nell’altro sia un bel modo per essere uomini e donne oggi».

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