Non si placa lo scontro tra i sindaci che si oppongono al decreto sulla sicurezza e il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Si allarga a macchia d’olio infatti la protesta – iniziata dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando e appoggiata dai primi cittadini di varie città italiane (Torino, Firenze, Palermo, Napoli, in parte Roma) – contro la legge che, tra i suoi effetti, modifica pesantemente il diritto d’asilo, inasprisce i requisiti di accesso alla protezione umanitaria e limita l’utilizzo degli Sprar ai soli minori non accompagnati e a quanti hanno già ricevuto la protezione internazionale.

Il malcontento generato dal provvedimento sta portando a diverse strategie di applicazione. Dalla “non applicazione” del testo di Leoluca Orlando (Palermo) all’opposizione dura senza violare la legge di Francesco Maragno (Montesilvano, centro destra)  fino all’auspicio di una composizione tramite l’Anci in un tavolo di confronto con il governo (Ilaria Caprioglio, centro destra, Savona) .

Dario Nardella, sindaco di area Pd di Firenze, cerca di fare chiarezza sulla sua opposizione: “A Firenze non violeremo alcuna legge, io non darò istruzioni in questo senso, ma apriremo un tavolo con tutto il mondo del volontariato, del terzo settore, del lavoro, delle istituzioni locali per azzerare gli effetti nefandi e negativi di questo decreto, in attesa che si apra una vertenza vera a livello nazionale, non per sospendere la legge ma per riscriverla in molte sue parti” spiega, e conclude: “Il mio è buonsenso, non buonismo”.

Da Palazzi Chigi giungono conferme di una linea dura, nonostante l’apertura inaspettata del premier Conte ad un incontro con l’Anci. Il ministro Salvini da parte sua accusa di «tradimento» i primi cittadini che non rispetteranno la norma del decreto sicurezza. E per questo dirama una nota per ricordare che un anno fa era stata proprio l’Anci a sollecitare «un intervento di semplificazione». E minaccia ispezioni straordinarie negli uffici anagrafe comunali per verificare la corretta applicazione delle procedure.

A Verona, se da una parte l’amministrazione scaligera conferma di attenersi alle norme del decreto, dall’altra il mondo delle associazioni si movimenta per far capire ai cittadini il significato del provvedimento. L’appuntamento è per martedì 8 gennaio presso la sede dei Missionari Comboniani alle ore 20:30, dove avvocati e operatori umanitari spiegheranno i profili problematici del decreto sicurezza.

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