Con un monumento, la Fevoss ha voluto ringraziare l’operato dei cittadini solidali di ieri, oggi e domani. Grazie ai suoi volontari la onlus, recentemente premiata da una medaglia del Capo dello Stato, è presente anche in Valpantena.

Solidarietà significa tendere la mano verso chi è bisognoso. Ed è quando più mani si uniscono, lavorando all’unisono, che riescono a compiere meraviglie. Lo dimostra l’opera silenziosa dei volontari della Fevoss, Federazione dei Servizi di Volontariato Socio Sanitario presente da ventisei anni nel territorio scaligero offrendo molteplici servizi che spaziano dalle attività socio-sanitarie ai trasporti di persone disabili o non autosufficienti, dalle iniziative di integrazione sociale e culturale all’assistenza domiciliare e ambulatoriale in collaborazione con istituzioni e aziende ospedaliere per contrastare disagio ed emarginazione, oltre a rispondere alle sempre più frequenti situazioni di bisogno.
È generosa la gente della Fevoss, tanto che lo scorso ottobre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di premiarne l’operato con una medaglia. Riconoscimento giunto da Roma un po’ a sorpresa e a pochi giorni dall’inaugurazione a Porta Vescovo del monumento “Vortice d’amore” che la onlus ha voluto dedicare ai cittadini solidali del passato, presente e futuro. Un messaggio universale di fraternità e partecipazione, per celebrare quanti si sono messi gratuitamente al servizio del prossimo. E una sfida visibile, per esortare ad avere fiducia nel domani finché si incroceranno le mani di uomini e donne di buona volontà. L’opera in bronzo statuario visibile sullo spartitraffico tra le vie XX Settembre e San Nazaro è unica nel suo genere, evidenzia il presidente della Fevoss Alfredo Dal Corso, «perché rende onore ai figli migliori della nostra comunità impegnati nel lavoro onesto, nella legalità, nel rispetto di culture e provenienze. Sono i veri attori di quel mondo che vorremmo più giusto e solidale». A curare i dettagli del monumento, la cui fusione è stata realizzata nella fonderia artistica del Fratelli Folla, è stato lo scultore Nicola Beber che ne rivela il significato: «rappresenta la grande mano di Dio, della Provvidenza, che sostiene altrettante mani generose. Sono una ventina: si incontrano, intrecciano, sostengono nel vortice delle buone azioni a ricreare il movimento benefico del farsi prossimo. Sono mani generose, da prendere a esempio nell’agire quotidiano, il cui moto culmina in una colomba dalle ali spiegate, simbolo di pace».
Messaggio che abbraccia tutti i volontari, in particolare quelli che animano le attività della sede centrale dell’associazione, in via Santa Toscana a Veronetta, e si estende a ringraziare la moltitudine di mani operose dei gruppi presenti tra città e provincia: a Santa Croce, San Michele, Saval, Borgo Milano, Porto San Pancrazio; a Concamarise, Gazzo, Buttapietra, Mezzane, Bosco Chiesanuova, Erbè, Sommacampagna, Bussolengo, San Pietro Incariano, Castelnuovo, Castel d’Azzano, San Giovanni Lupatoto, Belfiore, Caldiero, San Martino Buon Albergo, Costermano; infine a Legnago, Isola della Scala, Soave con associazioni federate alla onlus.
La Fevoss è presente anche in Valpantena, dove in autunno sono riprese le attività del gruppo di Poiano con servizi di trasporto per persone non autosufficienti, visite mediche nell’ambulatorio di via Caliari, sostegno domiciliare. La disponibilità a mettersi al fianco del prossimo per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini guida fin dalla nascita il gruppo fondato nel 1990 dall’intuizione dell’allora parroco don Giulio Aldegheri, convinto che fosse importante far sentire gli anziani protagonisti della comunità offrendo sostegno e compagnia per allontanare la solitudine. A Poiano il gruppo aveva chiuso i battenti a novembre dello scorso anno, dopo l’abbandono della storica coordinatrice Edvige Fraccaroli. A raccogliere il testimone è Renata Castellani che spiega di aver riunito «volontari con competenze in campo sanitario, pediatrico, infermieristico, legale, culturale, amministrativo e fiscale. Non mancano un attento ascolto psico-pedagogico e una consulenza amministrativa socio-sanitaria, con attenzione alla persona anziana, disabile e portatrice di handicap». I volontari coinvolti, aggiunge, sono «persone capaci di promuovere intelligenti momenti culturali e ludici attraverso l’arte e l’apprendimento delle lingue straniere». Operano in rete con gli alpini di Poiano, i medici di famiglia del territorio, la farmacia del paese, i medici del Servizio di continuità assistenziale dell’Ospedale di Marzana con i quali si è instaurata una relazione di aiuto reciproco. In questo ambito, conclude, «cerchiamo autisti che, in maniera volontaria, si rendano disponibili, nei fine settimana e nei giorni sia festivi che prefestivi, per il servizio di trasporto di persone non auto-munite che hanno la necessità di essere visitate al Servizio di continuità assistenziale dell’Ospedale di Marzana».