Quando ci si prepara per un viaggio verso una destinazione esotica, è consigliabile fare riferimento agli esperti. Consigli e prevenzione aiutano a evitare che una vacanza, tanto attesa sfogliando le pagine di un catalogo, si possa trasformare in incubo.

Viaggi verso destinazioni esotiche? In valigia è consigliabile mettere una buona dose di informazione e un pizzico di buon senso. Questo per evitare che le vacanze tra palme e sabbia bianca, sognate sfogliando le pagine di un catalogo, si possano trasformare in incubo. Non è inusuale, infatti, che qualche turista ritorni a casa accompagnato, oltre che da un’invidiabile abbronzatura, da un ospite indesiderato. E insidioso, visto che della sua presenza ci si accorge a distanza di settimane, alla comparsa di una lesione pruriginosa causata da un vermiciattolo. Si tratta della larva migrans cutanea, malattia dermatologica che viene trasmessa per contatto diretto con sabbia o terreno infestati da questo parassita che alberga nell’intestino di cani e gatti. «Attraverso la produzione di una sostanza che ammorbidisce la pelle, anche integra da ferite, il parassita s’intrufola nell’uomo» scende nei dettagli il dottor Andrea Rossanese, responsabile dell’ambulatorio di Medicina dei viaggi del Centro per le malattie tropicali dell’ospedale Sacro Cuore don Calabria di Negrar. E casi come questi non sono infrequenti: «colpa della non conoscenza del fatto che nei paesi tropicali e subtropicali non si cammina a piedi nudi sulla sabbia, non ci si distende sul bagnasciuga a prendere il sole senza stuoino. Se una persona è informata, è banale la prevenzione». Ed è qui il primo consiglio da annotare quando si programma una partenza con destinazione esotica: «ogni volta che una persona decide di compiere un viaggio in una zona tropicale e subtropicale, sarebbe preferibile che, tra le 4-8 settimane precedenti alla partenza, passasse da un ambulatorio di vaccinazione e profilassi per viaggiatori internazionali presente in una Asl del territorio nazionale. Il personale è a disposizione non solo per somministrare vaccini e farmaci, ma per rispondere alla domanda più semplice che chi è in partenza può fare, ovvero conoscere i rischi ai quali si espone in viaggio».
Prima di partire, sono varie le notizie utili a pianificare un soggiorno-vacanza sicuro: vanno dalla protezione personale rispetto alle punture di insetti, in modo da prevenire le malattie trasmesse attraverso questa via; alle misure cautelative in tema di materia alimentare per ridurre il rischio di incappare in diarree, epatite A, febbre tifoidea. Per rispondere alla domanda sui rischi, prosegue, l’operatore dell’ambulatorio vorrà conoscere la destinazione: «il Paese e l’itinerario che il turista intende seguire, poiché per una stessa meta ci possono essere zone con profili di rischio differenti. Se si parla di malaria, in Kenya è diverso andare sulla costa, al mare o nella capitale». A seconda della zona, si devono adottare accorgimenti specifici. Ci si regola poi in base a stagione e durata del soggiorno, considerando le attività praticate, specie se comprendono immersioni, arrampicate, discese di fiumi, esplorazioni nella giungla.
«La somma delle informazioni raccolte permette all’operatore di stilare il profilo di rischio del viaggiatore e dare le dritte più opportune sulle vaccinazioni da eseguire, obbligatorie o facoltative, su profilassi e accorgimenti legati ad attività particolari che il viaggiatore abbia manifestato l’intenzione di praticare». Se il turista è diligente, si scopre al rientro. In generale, il viaggiatore medio i consigli li segue, ma la prudenza deve accompagnare pure le settimane di rientro. «La comparsa di febbre dopo un viaggio in un paese tropicale o subtropicale deve sempre essere riguardata come qualcosa di potenzialmente grave». Attenzione, quindi, se (o quando) la temperatura corporea supera i 38°, ha esordio brusco ed è accompagnata da brividi. In tal caso il consiglio è rivolgersi, entro le 24 ore, al pronto soccorso. «Meglio se in un ospedale con servizio di malattie infettive, per individuare la presenza del parassita della malaria, unica vera emergenza tropicale». Possono essere valutati invece con maggiore tranquillità negli ambulatori di Medicina dei viaggi quanti riferiscono disturbi gastrointestinali o respiratori, prurito, manifestazioni o lesioni cutanee.
Prudenza e informazione sono necessari, ma senza esagerare. «E senza che l’idea di incontrare uno specialista o varcare la soglia di un ambulatorio dedicato a questo scopo possa trasformarsi in incubo sanitario per il viaggiatore alla ricerca di un momento di svago o di una meritata vacanza dopo un anno di lavoro. Se uno torna e non ha disturbi, non deve farsi preventivamente vedere senza la presenza di indizi che ci dicano dove andare a cercare la malattia».