Dieci vittime, quindici feriti. L’attentato suicida di ieri nel cuore di Istanbul, meta prediletta dal turismo europeo, ha sconvolto tutti, ma non ha stupito. Ci stiamo abituando ad avere paura?

Il terrore ha mostrato ancora una volta il suo volto“. Parla così Yeni Safak, quotidiano turco filo-governativo, che racconta nei dettagli l’attentato di ieri in un dei luoghi simboli della Turchia. Dopo la strage di Ankara lo scorso ottobre, ieri ad insanguinarsi è stato il suolo di Istanbul. Nella piazza di Sultanahmet  stretta tra due bellezze, la Moschea Blu e Santa Sofia, poco dopo le nove si è consumata la tragedia. Nelle ultime ore è stato arrestato un cittadino straniero militante del sedicente Califfato ( e non un cittadino siriano come aveva annunciato, in un primo momento, il premier Erdogan), sospettato di essere collegato con l’attentato di martedì, stando alle dichiarazioni del ministro degli interni turco Efkan Ala.

Con “triste certezza” Angela Merkel ha confermato il decesso di nove tedeschi nell’azione terroristica che ha causato la morte anche di un peruviano e di un norvegese, oltre che il ferimento di 15 persone. I turisti teutonici facevano parte di un viaggio organizzato dall’agenzia di Berlino Lebenslust Touristik. Dopo Istanbul avrebbero dovuto proseguire verso Dubai e poi ad Abu Dhabi.

Dopo i recenti avvenimenti, per forza di cose, traballa il comparto turistico turco, già provato dall’attentato di Ankara di ottobre e dall’incertezza quasi endemica connessa all’esito delle elezioni politiche di novembre. Si teme che le stime positive del 2014 che registravano, secondo il ministero turco della Cultura e del Turismo, 36,8 milioni di presenze, con un aumento del 5, 52% rispetto al 2013, fatichino a ripetersi.
Nel 2014, anche l’Italia si è arresa al fascino del paese che si affaccia sul Bosforo con un totale di 697.360 visitatori, di cui 41.624 nel solo mese di dicembre con un fortissimo incremento del 17,97% rispetto a dicembre 2013.

La Farnesina, proprio in queste ore, sta verificando il coinvolgimento degli italiani nell’attacco e consiglia ai connazionali in loco di evitare code e assembramenti fuori dai principali monumenti della città.

“Io partirò lo stesso, perché voglio fare questa esperienza per cui ho davvero lavorato sodo” a parlare è Beatrice Calzavara, giovane studentessa italiana, in procinto di iniziare un Erasmus nel Paese. La ventitreenne veronese partirà domenica 17 gennaio per un percorso di studio in discipline artistiche che la terrà impegnata ad Ankara, presso la Bilkent University, fino a maggio. Dopo aver appreso dei fatti avvenuti ieri, la ragazza ha subito sentito l’ambasciata italiana ad Ankara. “Le indicazioni che mi hanno dato sono state quelle di evitare i luoghi più turisticamente frequentati e le zone a rischio come la metro e le stazioni dei treni”. Riferisce la studentessa che non si dice preoccupata “le ragazze turche con le quali sono in contatto, mi hanno assicurato che il campus, situato a 12 km di distanza da Ankara, è costantemente controllato”.

Attacchi di questo tipo sono fenomeni difficili da prevedere, che si insinuano negli spazi normali della quotidianità e che la minacciano. Lo stesso ministro degli interni tedesco Thomas de Maiziere, come riferisce l’Agenzia Anadolu, sottolinea che non c’è motivo per i cittadini tedeschi di cancellare i loro viaggi per la patria di Ataturk. Dello stesso avviso Angela Merkel, secondo la quale “l’obiettivo dei terroristi è la libertà della nostra vita“. Non rinunciarci è l’unico modo per provare a sfidarli.