Parlano di “ripresina”, di una crescita moderata ma costante i dati emersi dall’ultimo rapporto dell’Istat per il terzo trimestre 2015.

Dopo il fallimento delle quattro banche italiane (Popolare Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti), ora ci si mette anche la foschia incerta delle borse cinesi che in questi primi giorni dell’anno hanno costretto al suolo le principali piazze finanziarie di Europa e Usa. Tra l’altro, il 2016 si è già distinto registrando il prezzo più basso del petrolio dal luglio 2004. Il greggio statunitense è, infatti,  sceso, il 6 gennaio scorso, a 34, 7 dollari a barile.

In questo scenario dai contorni nebulosi, a tentare di riportare se non il sereno, almeno un po’ di luce, arriva il rapporto Istat sulla ricchezza del Belpaese . L’Istituto nazionale di statistica che ha indagato i dati del reddito e del risparmio delle famiglie, ha, infatti, reso noto che si è registrata una crescita del reddito disponibile di +1,5% rispetto al 2014, e di +1,3%  sul trimestre precedente.

In crescita anche la spesa delle famiglie per i consumi finali che si attesta al +0,4% sul trimestre precedente e di 1,2% rispetto al 2014. Ma ad aumentare è anche la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici pari al 9,5%. Ben 0,9 punti percentuali in più rispetto al trimestre precedente.

«Nei primi tre trimestri del 2015 il rapporto deficit/Pil si è attestato al 2,9%», si legge nel rapporto dell’Istat, che precisa «nel solo terzo trimestre 2015 il deficit è stato pari al 2,45 del Pil». Si può, allora, parlare a ragion veduta di un miglioramento di 0,4 punti percentuali del rapporto deficit/Pil rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando la stima toccava il 3,3%.

Prosegue dunque «l’evoluzione moderatamente positiva dell’economia italiana», riferisce l’Istituto nazionale di statistica, sottolineando che il potere di acquisto delle famiglie consumatrici, che tiene conto anche dell’andamento dei prezzi al consumo, nel terzo trimestre del 2015 è aumentato dell’1,4% rispetto al trimestre precedente.

«L’Italia può e deve fare meglio– ha commentato Enrico Zanetti, segretario politico di Scelta Civica e sottosegretario all’Economia- ma servono meno psicodrammi su una riforma costituzionale che non sposterà una virgola di economia e più coraggio e concentrazione su concorrenza, fisco, giustizia civile, PA e tutto quello che serve a far crescere in un ambiente competitivo le nuove piccole e grandi imprese di domani».