Verona in trasformazione

La città e i suoi cambiamenti urbani sono al centro dell’esposizione “Verona in trasformazione (1920-1960)” che aprirà domani. La mostra, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e dall’Archivio di Stato, offre una doppia lettura che mette a confronto le fattezze del passato con i lineamenti che la città scaligera ha, invece, oggi.

Se vogliamo rispolverare Calvino, in fondo, una città non è solo opera della mente o del caso. A reggere le sue mura e i suoi edifici sono tutte le risposte che la storia ha saputo dare, anno dopo anno. Da una parte i progetti edilizi che hanno dato le fattezze ai quartieri, dall’altra una fotografia reale della Verona del presente.

A parlare sui pannelli dell’esposizione dal titolo “Verona in trasformazione (1920-1960)” saranno gli elaborati grafici originali di progetti realizzati tra gli anni ‘20 e gli anni ‘60. Una selezione tra gli oltre 2000 documenti edilizi provenienti dal fondo dell’Ufficio Distrettuale delle imposte Dirette di Verona conservato nell’Archivio di stato di Verona, operata sulla base della tipologia edilizia e della rilevanza architettonica.

Un lavoro certosino che ha visto in prima linea tanti soggetti e associazioni. Uno in particolare l’obiettivo, quello di rendere fruibile ad un pubblico sempre più ampio quel patrimonio di carte, che hanno disegnato la città. I progetti edilizi in esame sono stati censiti e classificati e oggi, con grande beneficio degli archivi comunali, sono digitalizzati e facilmente consultabili.

Domani ad inaugurare la mostra, che sarà visitabile fino al 31 ottobre, un convegno traccerà il profilo della città scaligera nel ‘900 e di tutte le sue trasformazioni, tra le carte di ieri e i muri di oggi.

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