Macchinari in azione e mani che si muovono sicure, nel rendere lisce superfici lignee o nel ridipingere parti di mobilio. Giornata di normale amministrazione a La Faedina. Tra le mura del laboratorio-falegnameria di via Passo Lessinia sono occupate sei persone svantaggiate: disabili con autismo, sindrome di Down, lieve ritardo mentale provenienti da diverse parti del Veronese.

«A chi chiede cosa facciamo qui rispondo: “Lavoriamo”» esordisce Alfonso Tommasi, con alle spalle un’esperienza di quindici anni di docenza nella formazione di base al Centro don Calabria. È il rappresentante legale della cooperativa nata a Sant’Anna d’Alfaedo nel 1989 per svolgere servizi alla persona, inizialmente nel gestire il personale della locale casa di riposo.

«Oggi – precisa – abbiamo convenzioni con alcuni Comuni, con le Ulss 20 e 21. Siamo una delle poche cooperative di tipo B riconosciute dalla Regione». Una lettera a riassumere la progettualità del coniugare inserimento lavorativo e integrazione nel contesto sociale grazie alla presenza di un appartamento, in affitto dalla parrocchia in paese a Vaggimal, dove periodicamente i giovani lavoratori, per la maggior parte di età compresa tra i 21 e 27 anni, possono fermarsi a dormire per sperimentare la propria autonomia.

Il principio, spiega, è «far incontrare normalità e disabilità nello spazio neutro del lavoro». La nostra filosofia, chiarisce, «è creare occasioni, per permettere a ciascuno di esprimere se stesso. Abituandolo all’errore, a vincere le insicurezze, perché possa crescere individualmente e professionalmente». Non è difficile, nemmeno semplice. A piccoli passi i risultati comunque arrivano: «In questo momento possiamo dire di esser competenti. Ci mettiamo un po’ di tempo in più, ma a lavoro finito la qualità non manca».

Le commissioni, specie dai privati, arrivano. E dal laboratorio escono infissi sistemati, mobili restaurati; cassette in legno che alcuni negozi usano per confezionare prodotti. È stato sperimentato un servizio di lavanderia e stireria self service che potrebbe essere un’attività per i mesi invernali. La coop gestisce il servizio mensa nelle scuole di Erbezzo, si occupa di assistenza domiciliare a Marano, di manutenzione del verde. Ad alta quota, insomma, gli spunti non mancano.