ROMA – Come Pantheon aveva anticipato sul numero di maggio (<italic><link=’http://http://www.giornalepantheon.it/giornale_sito/Pantheon_30%20-%20Maggio%202012.pdf’ class=’_blank’>link al pdf</link></italic>) siamo arrivati al giorno della svolta. Dopo l’approvazione del 27 giugno, la riforma del lavoro entra in vigore da oggi, con non poche novità spalmate sull’immediato, sul breve e sul lungo termine.

Novità primarie quelle sui licenziamenti che vanno a cambiare i precetti dell’articolo 18. In caso di licenziamenti illegittimi, non sarà più automatico il reinserimento. In caso l’illegittimità della fine del rapporto sia stata riscontrata su motivi economici, l’ex lavoratore potrebbe ricevere solo una somma di risarcimento ma non il reinserimento, compresa tra le 14 e le 24 mensilità.

Grossa novità l’introduzione, dal prossimo anno, dell’Aspi, il nuovo ammortizzatore sociale che sostituirà le indennità di disoccupazione e di mobilità. Questa nuova Assicurazione Sociale avrà (a regime, quindi nel 2017) durata di 12 mesi per gli under 54 e di 18 mesi per gli over 55. Se il lavoratore rifiuta un impiego con una retribuzione superiore del 20% rispetto all’Aspi, perde il diritto di percepire l’indennità.

Bufera anche nelle partite iva. Per essere tali devono avere un reddito lordo annuale di almeno 18mila euro, e in mancanza di alcuni requisiti scatta la presunzione di lavoro subordinato. Come detto, spazio all’apprendistato per i giovani, che più che opportunità sembra far intravedere rischi di stage senza fine e malamente retribuiti. L’obbligo di assunzione negli stage è del 30% sul totale.

<center><underline><link=’http://http://www.pmi.it/wp-content/uploads/2012/06/Disposizioni-in-materia-di-riforma-del-mercato.pdf’ class=’_blank’>Tutto il testo della riforma con le novità</link></underline></bold</center>>

Matteo Bellamoli

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