Il presidente dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, le energie e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha un’idea precisa in relazione alle sfide dell’ambiente «va benissimo avere obiettivi ambiziosi, ma dobbiamo fare in modo che la tecnologia che ci permette di raggiungere questi target cresca di pari passo».

Contenere al di sotto dei 2°C l’innalzamento della temperatura globale del nostro pianeta e riportarlo a livelli pre-rivoluzione industriale; limitare l’aumento a 1,5°C per ridurre in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici. Sono gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima, entrato in vigore il 4 novembre 2016, alla cui stesura hanno partecipato 196 Paesi, tra cui l’Italia. In quest’ottica, il 14 giugno scorso la Commissione, il Concilio e il Parlamento Europeo hanno posto l’obiettivo di coprire, entro il 2030, il 32% dei consumi energetici dell’UE attraverso fonti rinnovabili. L’economia circolare è uno dei progetti a cui ENEA sta lavorando e, nell’ambito della Piattaforma europea è il referente italiano. «Non si tratta di un modo più evoluto di trattare i rifiuti, ma di un concetto di produzione assolutamente innovativo la cui capacità di ridurre l’impatto dell’attività dell’uomo sul clima è dimostrata da studi scientifici» afferma Testa. «Dobbiamo partire dalla progettazione dei prodotti e fare tutto in maniera conseguente: i beni di largo consumo sono nella maggior parte dei casi prodotti senza pensare a come verranno smaltiti. In realtà, ogni bene è fatto di materiali diversi che hanno valori diversi. Partendo dall’origine dei prodotti si può modificare il modo in cui l’attività antropica impatta sull’ambiente: il riutilizzo dei beni permette di creare una ‘materia seconda’ che diventa a tutti gli effetti ‘materia prima’ per un nuovo bene».

Nell’attività quotidiana ci muoviamo da un punto all’altro della città, del Paese o del mondo e il tema delle emissioni legate alla mobilità è cruciale: «Dobbiamo orientarci verso l’auto elettrica, ma avrà senso introdurla solo quando potremo usare fonti rinnovabili per produrre l’energia che verrà impiegata. Inoltre, è necessario fare dei passi avanti sulle batterie, che oggi hanno enormi problemi di costi, peso e smaltimento». Aspettando quel giorno, l’implementazione del trasporto pubblico potrebbe essere un obiettivo a breve termine a cui guadare «sostituendo i vecchi mezzi con altri più efficienti alimentati con gas liquido ed energia elettrica, misure già adottabili e sulle quali fare investimenti».

 

Federico Testa

 

Nel settore delle costruzioni, alcune leggi degli ultimi anni hanno dato la possibilità di riqualificare i consumi energetici dei condomìni costruiti negli anni ’50-’70. «Molte aziende di servizi pubblici, e spero presto anche a Verona – afferma Testa – offrono interventi di efficienza energetica ai condomìni: i condòmini cedono gli incentivi fiscali e quello che resta da pagare sarà coperto con i risparmi sulle bollette dei prossimi dieci anni. Vecchie caldaie a gas o a gasolio possono essere rimpiazzate riducendo del 50-60% il costo del riscaldamento». Come coinvolgere cittadini e amministrazioni? «Mettendo le persone nelle condizioni di poter conoscere il riflesso dei propri comportamenti sull’ambiente» conclude. «Stanno cambiando le condizioni climatiche, e questo dipende da fattori locali e da dinamiche a livello globale. Abbiamo fatto delle leggi per diminuire l’inquinamento delle industrie nel nostro Paese, ma le aziende spesso si sono trasferite dove queste leggi non c’erano. C’è bisogno di un governo globale di questi processi e di cambiare mentalità, uno degli obiettivi più difficili che ci siano».