Dalla montagna alla pianura. In località Vanoni, a Valeggio sul Mincio, incontriamo l’azienda agricola Amaranto. All’apparenza, una fattoria come  tutte altre. Se non fosse che, tra le serre e le distese di campi, s’incontrano alcuni contadini speciali. Singolare è pure la scelta delle piantagioni: oltre ai tradizionali ortaggi ci sono zafferano, ingrediente di pietanze raffinate che viene seminato senza ricorrere a trattamenti chimici e raccolto un pistillo dopo l’altro per essere confezionato a mano; e amaranto, pianta dalle foglie e dai chicchi edibili che si caratterizzano per mancanza di glutine, alto contenuto di proteine e fibre.

Prodotti della terra selezionati a seconda della stagione e fatti crescere con metodi “puliti”. Con un riscontro etico e sociale poiché offrono occasioni di recupero e occupazione a lavoratori con disabilità complessa, cioè con insufficienza mentale e problematiche psichiatriche. «Trasformare le abilità in valori» è la parola d’ordine di Fondazione Historie, onlus nata 36 anni fa con sede a Villafranca, in via Mantova, della quale la fattoria è dal 2011 parte di una famiglia più allargata che si dedica a centri diurni con laboratori di ceramica e tessitura, case alloggio e appartamenti protetti grazie alla presenza di una trentina di operatori.

Questione di sensibilità. E di ampliare lo sguardo alle potenzialità insite in ogni individuo. Nell’azienda Amaranto, fa notare Ettore Cremasco della Fondazione, è la natura con i suoi tempi a esser maestra di vita: «Qui le persone, giovani di età compresa tra i 18 e 35 anni, imparano il senso dell’impegno, della responsabilità, della costanza: principi che sono per noi riabilitativi ed educativi. Hanno l’opportunità di costruirsi una professionalità che sarà loro utile in futuro».

Si alzano presto la mattina, lavorano in gruppo, si sporcano le mani con la terra. Seguono da vicino le fasi produttive: dalla semina alla raccolta, dalla potatura alla pulitura dalle erbacce, dalla creazione delle sementi alla vendita delle verdure partecipando a mercati e fiere. «Tutto ciò – sottolinea – li aiuta a diventare adulti. A essere parte produttiva, non solamente assistenziale, della società».