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Il Comune di Verona ha annullato gli incontri in civica previsti per sabato e domenica organizzati dalla Fondazione San Zeno

«I libri dalle biblioteche alla piazza del Tocatì? Un affronto inaccettabile!». Iniziava così il comunicato stampa divulgato nel primo pomeriggio di oggi dal Popolo della Famiglia di Verona e firmato dal suo presidente Filippo Grigolini in cui veniva chiesto al sindaco Federico Sboarina di annullare gli incontri in Biblioteca Civica sotto il cappello “Biblioteche viventi”.

Oggetto di questa fragorosa protesta, arrivata evidentemente a Palazzo Barbieri, è stata, infatti l’iniziativa dei “libri viventi”, ideata dalla Fondazione San Zeno, che, secondo il Popolo della Famiglia, «proporrebbe nell’ambito del Festival dei Giochi di Strada degli incontri che appaiono improntati, sotto la scusa della lotta ai pregiudizi, alla promozione di una cultura contraria alla famiglia con volumi titolati “Diversamente amare, Quando ero frocio, Semplicemente gay, Lesbica e va bene così, Mio figlio gay”.

Dopo un confronto con l’associazione Aga, organizzatrice del Tocatì, e con la Fondazione San Zeno, organizzatrice dell’iniziativa, il Comune di Verona ha ritenuto pochi minuti fa, sulla stessa linea di Grigolini, che «la tipologia di contenuti non fosse adeguata al messaggio culturale del festival, tradizionalmente indirizzato alle famiglie e al pubblico dei bambini quale occasione ludica e di riscoperta del gioco popolare».

«L’intero programma del Tocatì è confezionato per approfondire questi aspetti – si legge sempre nella nota del Comune – Pertanto la biblioteca civica non ospiterà la citata attività nelle giornate di sabato e domenica».

Filippo Grigolini nel suo comunicato di oggi aveva scritto: «Ci chiediamo quale sia il nesso tra questa proposta culturale e lo spirito del Tocatì, che è una bella festa di famiglie, migliaia di bambini, giochi tradizionali e storici. Riteniamo che questa iniziativa debba essere annullata e chiediamo al Sindaco di provvedere, secondo quella che è stata la linea politica culturale nei confronti della famiglia e della libertà di scelta educativa indicata e promessa anche in campagna elettorale».

Il programma delle Biblioteche viventi è già stato rimosso dal sito ufficiale della manifestazione.

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