Una doppia laurea in Economia e commercio a Verona e a Rotterdam, fondatore assieme all’amica Cristina Pozzi dell’azienda Wish Days, premiata dal successo e poi venduta nel 2016. Dopo il recente lancio di un’iniziativa no profit che porta nelle scuole e nelle università nuovi modelli incentrati sugli impatti indotti dalle nuove tecnologie, ora l’imprenditore veronese sta girando l’Italia per presentare un nuovo progetto politico «per cambiare radicalmente il Paese». 

PER MOLTI è un outsider con poche speranze all’interno della complessa e movimentata galassia delle proposte che stanno nascendo in vista delle prossime politiche del 2018. Eppure Andrea Dusi è convinto di avere tutte le carte in regola, non solo per presentarsi con una propria lista la prossima primavera, ma di poter rappresentare una certezza nell’orizzonte politico nazionale prossimo futuro.

IMPRENDITORE VERONESE con due lauree in tasca e un’azienda, la Wish Days, fondata con l’amica Cristina Pozzi nel 2005  e poi venduta con un’exit milionaria nel 2016 alla Smartbox Ltd, Dusi sta girando l’Italia per presentare il suo progetto politico a imprenditori, innovatori, professionisti, studenti e cittadini curiosi di capire come un paese fermo e stantio come l’Italia possa cambiare, non un po’, ma in maniera radicale, e diventare nel giro di qualche anno dieci volte meglio di quello che è oggi.

Dopo Milano, Torino, Crotone, 10 Volte Meglio (questo è anche il nome del progetto, ndr) ha fatto tappa anche a Verona, lo scorso 2 dicembre, ai Magazzini delle Professioni di via Santa Teresa 12.

«Negli ultimi dodici mesi – spiega Dusi – ho incontrato sei mila studenti universitari (con l’iniziativa no profit Impactscool, ndr) per parlare di futuro e di nuove tecnologie. Ragazze e ragazzi straordinari con una caratteristica comune: hanno perso la fiducia proprio nel futuro. Continuano a ripetermi che hanno paura di doversi accontentare nel lavoro e come cittadini, e questo è ciò che mi ha convinto a dare il là, assieme a un gruppo di amici (ora quasi 500 tra professori, imprenditori, ricercatori, professionisti e scienziati, ndr), a questa avventura politica difficile, coraggiosa, ma necessaria».

«Molti non ne sono ancora pienamente consapevoli, ma è chiaro che sta arrivando un’onda tecnologica così potente e così dirompente che non possiamo aspettare o attendere passivamente – prosegue l’imprenditore veronese – Faccio sempre l’esempio della scrittura, nata quattromila anni prima di Cristo e che ancora oggi divide la società in classi e separa chi sa scrivere da chi non sa scrivere. Allo stesso modo, nei prossimi anni, la nostra società si dividerà tra coloro che sapranno governare i sistemi digitali e coloro che rimarranno esclusi e in svantaggio rispetto ai primi. Quello di cui dobbiamo tener conto è che l’impatto di questa ondata sarà dieci volte superiore a quello della scrittura».

TRA I CAPISALDI della proposta politica di Andrea Dusi, affiancato dai vicepresidenti Cristina Pozzi e Stefano Benedikter, c’è al primo posto il lavoro.

«L’articolo 1 della Costituzione dice che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. L’articolo 4 riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto – aggiunge il presidente di 10 Volte Meglio. – Tuttavia sappiamo bene che non è così, l’Italia è un Paese anticostituzionale. Verona è una mosca bianca nel panorama nazionale, ma la verità è che un giovane su due nello Stivale non lavora. E il dramma è che avremmo tutte le possibilità per far lavorare i nostri ragazzi, partendo proprio da quei settori industriali ed economici che noi riteniamo strategici e in cui l’Italia deve essere leader nei prossimi cinque anni perché ne ha le possibilità: intelligenza artificiale, robotica, trasporti, energie rinnovabili, nano e biotecnologie, nuove frontiere della medicina…»

Settori che secondo il presidente di 10 Volte Meglio possono attrarre nuovi capitali e garantire, inizialmente, 750 mila nuovi posti di lavoro qualificati, capaci di svilupparne tre milioni nel giro di qualche anno. Per approfondimenti, Dusi rimanda a un programma articolato, presente in parte sul sito internet del progetto, in cui spiccano le politiche ambientali, anche qui «supportate dall’innovazione tecnologica e in grado di creare 300 mila posti di lavoro nei prossimi cinque anni». Ma si parla anche di imprese, favorendo, con azioni concrete, il desiderio di molte persone di (ri)fare impresa: «Uno dei nostri obiettivi in questo senso è l’abolizione della partita iva fino a 80 mila euro, abbiamo tutti un codice fiscale. Vogliamo sburocratizzare e dare la possibilità a tutti di costruire un proprio percorso imprenditoriale, per desiderio o per necessità».

Altro punto importante quello dedicato all’educazione e alla cultura: «Chi oggi ha 20 anni svolgerà, probabilmente, almeno una decina di lavori diversi prima di compierne 40. Metà di questi lavori non esistono ancora. Porteremo la doppia lingua straniera in tutte le scuole, a partire dalla materna, e la filosofia come materia della scuola primaria. Rafforzeremo lo studio della matematica e delle materie scientifiche e tecnologiche. Lo sport non sarà più solo un riempitivo ma un completamento della formazione dell’individuo, così come la musica».

E ANCORA: «Le politiche di merito saranno fondamentali: indipendentemente dall’età, dallo status sociale, dal sesso, dalle risorse economiche a disposizione, chiunque si impegni potrà contare su un ambiente che valuti il suo contributo adeguatamente. Questo perché l’assenza di meritocrazia ha un enorme impatto negativo sulla vita degli italiani, con diseguaglianze e danni economici e sociali inaccettabili».

Grande enfasi anche al turismo, settore in cui Andrea Dusi ha creato la sua fortuna con Wish Days e i pacchetti Emozione 3: «L’Italia ha il patrimonio di siti Unesco più ampio del mondo, unicità che non trovano adeguate pianificazioni e azioni per sfruttarle appieno e, infatti, i dati indicano che dal 2016 i flussi turistici complessivi sono in flessione. Ad esempio, pur sfruttando i cali turistici dei paesi del Mar Rosso non cresciamo con i flussi dall’Est Asiatico (in particolare la Cina). È uno dei settori importanti della nostra economia interna (con l’indotto arriva a circa il 10% del PIL, il nostro “oro nero”) ed è il miglior biglietto da visita per internazionalizzare l’offerta italiana nel mondo, sia nei prodotti di consumo ma anche a supporto dei beni industriali delle aziende italiane. Non possiamo più arretrare nelle classifiche di preferenza dei turisti internazionali, ma dobbiamo riavvicinarci al podio e pensare che, in meno dieci anni, questo settore possa quasi raddoppiare il suo giro d’affari».

NELLA PROPOSTA di 10 Volte Meglio anche un piano per il Sud: «Il Sud Italia è l’area con il più alto potenziale di crescita e il futuro del Paese passa attraverso la nostra capacità di cogliere questa opportunità. Sono oltre 100 i progetti che abbiamo già identificato in questi ambiti: formazione, istruzione, turismo, sanità, risorse naturali, salvaguardia del territorio, digitalizzazione dei servizi. E tutto ciò senza aggiungere capitoli di spesa, ma utilizzando in modo efficiente le risorse già stanziate: ben 93 miliardi di euro di fondi europei e italiani per il Mezzogiorno fino al 2020».

Per ora la vera sfida di Andrea Dusi è trovare 55.000 firme per presentare la sua lista in tutte le circoscrizioni italiani in vista delle politiche per raggiungere poi almeno quel milione di voti che gli permetterebbe di superare lo sbarramento del tre per cento.

Intanto chapeau per il coraggio.

Per saperne di più: www.diecivoltemeglio.com