lupi

Bilancio catastrofico nel 2017. Allevatori esasperati, polemiche tra Regione Veneto e Legambiente

7 manze uccise e divorate dai lupi in soli 2 mesi presso l’allevamento di Martino Roncari a Campofontana, frazione del comune di Selva di Progno, Lessinia orientale, in provincia di Verona. L’ultima ieri. Un bilancio catastrofico ed emblematico di un problema annoso che colpisce la Lessinia da cinque anni e che ultimamente sta infierendo con particolare ferocia contro il Roncari, ma che riguarda tutti gli allevatori della zona che vedono in pericolo il loro bestiame. 55 infatti i capi registrati come predati da lupo, o soppressi per le ferite riportate, dall’inizio dell’anno in Lessinia. Molti più dei 13 che c’erano stati nello stesso periodo dell’anno scorso.

Sotto accusa è il progetto europeo Life WolfAlps per la conservazione del lupo nell’arco alpino. Un progetto che si pone l’obiettivo di favorire la costituzione di un regime di convivenza stabile tra lupo e attività economiche, ma i cui risultati obiettivamente languono.

La Regione, pur confermando l’adesione al progetto Wolfalps fino alla sua scdenza nel maggio 2018, ha risposto con il Piano Lupo regionale che prevede la cattura e la detenzione a vita per alcuni lupi e la sterilizzazione per altri. Ma Legambiente Veneto attacca: «Ennesimo annuncio», dichiara Angelo Mancone, responsabile fauna e aree protette Legambiente Veneto, «di una Regione che non viene a capo del problema”

Guarda il video su Tv7 Verona Network:

.

 

 

Articolo precedenteCandele sui davanzali contro le “tenebre” di Manson
Articolo successivoEcovillaggio a Soave, ecco come si realizza una piccola utopia