Manifestazioni lungo tutto lo stivale ieri, domenica 13 febbraio, per chiedere le dimissioni del Presidente Silvio Berlusconi, a seguito degli scandali che lo hanno coinvolto negli ultimi mesi. Fra Bologna, Milano, Roma oltre il milione di donne hanno portato la loro voce nelle piazze per far valere la loro dignità e chiedere al Premier di lasciare l’incarico.

I telegionali e la stampa italiana hanno coperto il fenomeno con servizi e approfondimenti, ma noi di Pantheon abbiamo voluto raccontarvi una realtà più piccola, ma da un certo punto di vista ben più importante e dai contorni forse più pesanti. A Parigi, nell’incantevole scenario della basilica del Sacro Cuore di Mont Martre, una delle zone più belle della di per sè incantevole metropoli francese, un gruppo di connazionali residenti in Francia hanno voluto dimostrare la loro opinione, unendosi parimenti alle manifestazioni in terra patria.

Circa un migliaio di persone tra famiglie, studenti, lavoratori, turisti e migranti in genere, si sono uniti facendosi scudo del tricolore nella trasmissione di un messaggio che mai come in questo caso ha coperto anche latitudini molto vaste. Scoprire che ad oltre mille chilometri da casa, alcune persone abbiamo speso il loro tempo per un piccolo ma inteso sit-in è testimonianza della situazione che si respira in questi giorni in Italia, forse anche a seguito del successo delle manifestazioni di piazza che in Egitto hanno portato alle dimissioni di Mubarak.

Poter stabilire se e fino a che punto il Presidente del Consiglio sia invischiato nelle accuse che gli sono state mosse contro sarà compito dei magistrati e non della stampa, ma momenti come quelli di ieri fanno innanzitutto capire il disagio che molte persone, anche distanti dai problemi che l’Italia sta attraversando, vivono e sentono il bisogno di comunicare.

A Parigi, non sono mancate anche le soste dei passanti francesi, incuriositi dalla mobilitazione o semplicemente capitativi nel mezzo involontariamente, e qualcuno non ha negato anche parole di apprezzamento per quanto stava accadendo.

Matteo Bellamoli

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